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Calcola il tuo risparmioLe offerte luce business e gas attive oggi dei fornitori partner di Billding per aziende, professionisti e partite IVA, a prezzo fisso e variabile, ordinate per prezzo dell'energia. Carica una bolletta dell'attività: confrontiamo le offerte sui consumi reali e ti mostriamo il risparmio annuo.
Carica la bollettaOfferte per utenze non domestiche attive oggi, divise tra luce e gas. In ogni gruppo sono ordinate per prezzo dell'energia; a parità di prezzo, per quota fissa.
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Per la luce le offerte business si dividono tra prezzo fisso e variabile; per professionisti e condomini cambiano anche la categoria della fornitura e l’IVA.
Le offerte luce business a prezzo fisso bloccano il costo dell’energia al kWh per tutto il periodo scritto nelle condizioni economiche. Per un’azienda il vantaggio è poter mettere a bilancio la spesa: moltiplichi i kWh dell’ultimo anno per il prezzo firmato e, a consumi invariati, conosci in anticipo il costo della materia energia. Il resto della bolletta può cambiare anche durante il blocco: la pagina di ARERA sul prezzo fisso avverte che le altre componenti, come rete e oneri di sistema, in genere seguono le revisioni tariffarie dell’Autorità.
Il blocco vincola anche il venditore. Il decreto legislativo 3/2026 vieta di modificare in modo unilaterale i contratti luce a termine con prezzo fisso stipulati con i clienti finali, imprese comprese, come ricorda la pagina di ARERA sulla vigilanza energetica. Nei contratti a prezzo fisso e tempo determinato in bassa tensione, poi, le regole dell’Autorità sul recesso non consentono al venditore di recedere prima della scadenza.
Tra le offerte luce per partita IVA a prezzo fisso conta anche il calendario. Un’attività stagionale, come uno stabilimento balneare, consuma quasi tutto in pochi mesi: controlla che il blocco copra i mesi di punta e non scada prima della stagione.
Nelle offerte luce business a prezzo variabile l’energia costa quanto l’indice all’ingrosso, maggiorato di uno spread fissato dal venditore: nelle schede qui sopra è l’importo in €/kWh dopo «PUN +». Come indice si usa il PUN Index GME, che dal 1° gennaio 2025 il Gestore dei mercati energetici ricava come media dei prezzi delle singole zone, ponderata sulle quantità acquistate, secondo la scheda tecnica di ARERA. Il venditore non decide il valore dell’indice, solo lo spread: è questo il numero da confrontare.
Chi lavora di giorno guarda la fascia F1, che secondo il glossario di ARERA comprende le ore tra le 8 e le 19 dal lunedì al venerdì, festività nazionali escluse. In quelle ore un ufficio o un negozio di solito consuma gran parte dei kWh: se l’offerta ha un prezzo per fascia, parti da quello della F1.
Se la tua attività è nel Servizio a Tutele Graduali, paga già un prezzo variabile: secondo ARERA il costo dell’energia si basa sui valori a consuntivo del PUN, più altri corrispettivi, e dipende anche dai parametri offerti nelle aste che hanno assegnato il servizio. Per l’andamento dell’indice c’è la guida sul PUN Index GME.
Prima di cercare offerte luce per partita IVA verifica se l’utenza è davvero business. Secondo il glossario di ARERA, uno studio, un ufficio o un laboratorio annesso all’abitazione resta domestico se usa lo stesso POD di casa e la potenza disponibile non supera 15 kW. Con un contatore separato, o sopra quella soglia, la fornitura rientra negli «altri usi», la categoria di negozi, uffici e ogni uso diverso da quelli domestici.
Cambia anche l’IVA della bolletta. L’Agenzia delle Entrate indica il 10% per l’energia elettrica a uso domestico e il 22% come aliquota ordinaria; il 10% vale anche per le imprese estrattive, agricole e manifatturiere, in base alla norma richiamata nella sua risoluzione n. 79/E del 2009. Uno studio o un negozio con un proprio contatore paga quindi, di norma, il 22%.
Negli studi e nei piccoli uffici i kWh sono spesso pochi, e la quota fissa mensile può pesare quanto il prezzo dell’energia. Per leggere un’offerta di questo tipo ti aiuta un esempio di offerte business per partita IVA.
La fornitura che alimenta le luci di scale e androni, l’ascensore, il cancello elettrico e l’autoclave serve le parti comuni, non un’abitazione. Il testo integrato di ARERA sulle tariffe di distribuzione considera domestici solo i servizi generali degli edifici con al massimo due unità immobiliari: negli altri condomini queste forniture rientrano negli altri usi. Le offerte luce per il condominio si cercano quindi tra quelle business.
L’IVA dipende da come è composto lo stabile. Nella risposta n. 142 del 2021 l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto il 10% sulle parti comuni di un condominio composto solo da abitazioni; per un condominio con anche uffici, studi o negozi, la risposta n. 3 del 2018 indicava invece l’aliquota ordinaria su tutta la fornitura. Sono pareri su casi specifici. Nel condominio solo residenziale l’amministratore chiede il 10% al fornitore con una dichiarazione sostitutiva sull’uso domestico dell’energia.
Le offerte gas business seguono lo stesso schema di quelle per la casa: un prezzo fisso in €/Smc per la durata delle condizioni economiche, oppure un prezzo variabile, di solito il PSV più uno spread. Nella scelta tra le offerte gas per le aziende conta però l’uso che l’attività fa del gas. Se serve a scaldare i locali, gran parte del gas dell’anno si consuma tra autunno e inverno, e sulla spesa pesa soprattutto l’indice di quei mesi. Se entra nel processo produttivo, con forni, essiccatoi o lavaggi, i consumi sono di solito più regolari, e conta il livello medio dell’indice nell’anno.
Cos’è il PSV e come si forma lo spiega la nostra guida al PSV.
Anche sul gas l’aliquota di partenza per un’attività è il 22%. Il 10% spetta al gas usato da imprese estrattive, agricole e manifatturiere, comprese quelle poligrafiche ed editoriali: lo prevede il numero 103 della Tabella A, parte III, del DPR 633/1972, che riguarda sia l’energia elettrica sia il gas, come ricorda l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 79/E del 2009. L’aliquota ridotta non è automatica: secondo la risoluzione, l’impresa la chiede al fornitore con una dichiarazione scritta sui requisiti e sull’uso del gas nell’attività.
Per confrontare le offerte gas business parti dagli Smc consumati in un anno, che trovi in bolletta, e mettili accanto a due numeri dell’offerta: il prezzo allo Smc e la quota fissa. In un ufficio che usa il gas solo per l’acqua calda gli Smc sono pochi e la quota fissa può decidere il confronto; con il riscaldamento dei locali o un uso produttivo conta soprattutto il prezzo della materia prima. Con un prezzo fisso, metti la scadenza del blocco accanto ai mesi in cui l’attività accende il riscaldamento: se scade prima dell’inverno, la parte più pesante della spesa passa alle condizioni del rinnovo.
Parti dal consumo annuo scritto in bolletta: secondo il glossario di ARERA copre 12 mesi di fornitura e, per la luce, è diviso per fascia oraria. Le singole bollette mostrano invece quando l’attività consuma di più, e la nostra guida su come leggere una bolletta elettrica indica dove trovare consumi e potenza. Poi guarda tre elementi.
Se preferisci non seguire le forniture in prima persona, Billding Business analizza le bollette dell’azienda e gestisce al posto tuo il passaggio al nuovo fornitore, contratto e disdetta compresi. Analisi e cambio sono inclusi nel piano gratuito; il piano Pro aggiunge un consulente dedicato e il monitoraggio delle offerte. Oltre a luce e gas, il servizio copre internet e telefonia. Per le forniture di casa trovi invece tutte le offerte luce e gas dedicate ai privati.
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I fornitori partner con cui confrontiamo le tariffe










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Tutto quello che vuoi sapere prima di iniziare.
Chi ha un'utenza per usi diversi dall'abitazione, cioè non domestica: aziende, negozi, uffici, studi professionali e laboratori con un proprio contatore, oltre ai condomini per le parti comuni. Il contratto si intesta all'attività o al condominio, con i suoi dati fiscali, e alla firma serve il codice POD (luce) o PDR (gas) riportato in bolletta.
Cambia l'utenza a cui è destinata: l'offerta domestica è per l'abitazione, quella business per le forniture non domestiche. Cambiano anche le imposte: per le attività l'IVA sulla luce è di norma più alta che per la casa. Per questo si confrontano solo offerte della stessa categoria.
Per la luce no. Secondo ARERA chi non aveva scelto un venditore è passato al Servizio a Tutele Graduali: le piccole imprese dal 2021, le microimprese e gli altri clienti non domestici con soli punti fino a 15 kW dal 1° aprile 2023. È un servizio transitorio, con fornitori assegnati fino al 31 marzo 2027. Per il gas i servizi di tutela sono destinati ai clienti domestici e dal 2024 restano solo per quelli vulnerabili. Per scegliere prezzo e condizioni, un'attività passa quindi a un'offerta del mercato libero, a prezzo fisso o variabile.
Il passaggio in sé è gratuito: luce e gas continuano ad arrivare e nessun tecnico deve lavorare sul contatore. Le spese possibili sono altre: bollo e garanzie chiesti dal nuovo contratto, e un eventuale onere per uscire in anticipo da quello attuale. Prima di firmare verifica quindi la durata del contratto in corso e le condizioni di recesso: nei contratti business possono esserci vincoli che quelli domestici non hanno.
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