Per leggere la bolletta della luce parti dal frontespizio, che riporta importo, scadenza e consumi del periodo. In seconda facciata lo scontrino dell’energia divide la spesa in quota per consumi e quota fissa, mentre il box dell’offerta riassume il contratto. Nelle pagine successive trovi letture, consumo annuo, codice POD, potenza impegnata e tipo di fornitura.
Come leggere la bolletta della luce: la struttura
Dal 1° luglio 2025 i venditori di luce e gas devono usare il nuovo formato di bolletta fissato da ARERA, con un frontespizio uguale per tutti. Riguarda famiglie, condomini e piccole e medie imprese, con l’esclusione dei clienti in maggior tutela. Il formato sostituisce la Bolletta 2.0 della delibera 501/2014, rivista dall’Autorità con la delibera 315/2024.
La bolletta si compone di due documenti. Il primo è la bolletta sintetica, quella che ricevi, divisa in quattro parti; il secondo sono gli elementi di dettaglio, con il calcolo completo. Questa la mappa, secondo la pagina ARERA su come è fatta la bolletta:
| Parte | Dove si trova | Cosa contiene |
|---|---|---|
| Frontespizio | prima facciata | importo, scadenza, periodo, consumi, offerta attiva |
| Scontrino dell’energia | seconda facciata | il calcolo quantità per prezzo degli importi |
| Box dell’offerta | seconda facciata | le condizioni del contratto applicate |
| Elementi informativi essenziali | pagine successive | dati tecnici, letture, storico, pagamenti |
| Elementi di dettaglio | documento separato | prezzi unitari di ogni componente |
La logica è passare dal totale al dettaglio: chi vuole solo sapere quanto e quando pagare si ferma alla prima pagina, chi vuole verificare i conti scende fino agli elementi di dettaglio.
Il frontespizio: importo, scadenza e consumi
La prima facciata contiene solo gli elementi elencati dalle regole ARERA sulla bolletta, all’articolo 5. I più utili:
- il servizio: mercato libero, servizio a tutele graduali o un altro dei servizi previsti dalle regole;
- la data di emissione, il termine di pagamento e lo stato dei pagamenti precedenti;
- il periodo fatturato, il consumo fatturato e la parte di consumi stimati compresa in quel totale;
- l’importo totale da pagare, con a parte l’eventuale rata del canone TV, già inclusa nel totale;
- il consumo annuo aggiornato, il nome dell’offerta e la data di scadenza delle sue condizioni economiche.
Il venditore può aggiungere informazioni proprie solo in un riquadro in basso, che non può superare il 15% della pagina. Tutto il resto del frontespizio ha lo stesso schema per ogni fornitore, e per questo è il punto più rapido da cui confrontare due bollette.
Lo scontrino dell’energia: quota per consumi e quota fissa
Lo scontrino, in seconda facciata, espone la spesa come quantità per prezzo medio. Secondo la pagina ARERA dedicata le righe principali sono due.
Quota per consumi: i kWh del periodo per un prezzo medio, che dà l’importo. Sotto compaiono due sotto-righe: la spesa per la vendita di energia elettrica, che dipende dal contratto, e la spesa per la rete e gli oneri generali di sistema, che non dipende dal contratto.
Quota fissa: il numero di mesi per un prezzo medio mensile, più la quota potenza, cioè i kW di potenza impegnata per un prezzo medio. Anche qui l’importo è diviso tra vendita da una parte e rete e oneri dall’altra.
Seguono, solo quando servono, le altre voci: bonus sociale, altre partite (deposito cauzionale, interessi di mora, indennizzi), ricalcoli, restituzione di crediti, importi collegati all’offerta e il totale di accise e IVA. La somma dà il totale bolletta; aggiungendo canone TV e servizi extra si arriva al totale da pagare.
Il prezzo medio dello scontrino è una sintesi. Le regole ARERA, all’articolo 6, stabiliscono che nella quota per consumi non compaiono mai consumi e prezzi per fascia oraria o per scaglione: se hai un’offerta bioraria, i prezzi della F1 e della F23 li trovi negli elementi di dettaglio. Come si leggono le fasce è spiegato nella guida alle fasce orarie F1, F2 e F3.
Le voci di spesa: vendita, rete, oneri e imposte
Dietro le due righe dello scontrino ci sono le voci di spesa che ARERA descrive nella sua guida alla lettura delle voci di spesa. Le voci sono le stesse con ogni fornitore; da un’offerta all’altra i prezzi cambiano solo nella prima.
Spesa per la materia energia (nel nuovo formato, spesa per la vendita di energia elettrica). Copre le attività del venditore e, nella descrizione di ARERA, è composta da una quota fissa in euro all’anno e da una quota energia in euro al kWh, che può essere differenziata per fasce orarie. È l’unica voce che decide il venditore: per questo il prezzo in €/kWh che leggi nelle offerte luce riguarda solo questa parte.
Spesa per il trasporto e la gestione del contatore. Paga le attività che portano l’energia fino a casa e la misura dei consumi. Ha una quota fissa, una quota potenza e una quota energia, può cambiare ogni trimestre e, ricorda la legenda dello scontrino prevista da ARERA, è definita dall’Autorità in modo uniforme su tutto il territorio.
Spesa per oneri di sistema. Copre attività di interesse generale del sistema elettrico, a partire dal sostegno alle fonti rinnovabili. Comprende le componenti Asos e Arim, di norma riviste ogni trimestre; per i clienti domestici ha una quota energia e una quota fissa annua che non si applica alla casa di residenza. I dettagli sono nella guida agli oneri di sistema in bolletta.
Imposte. L’accisa si calcola sui kWh consumati, con aliquote agevolate per i clienti domestici con potenza fino a 3 kW nella casa di residenza. L’IVA si applica sull’importo totale e, per le utenze domestiche, secondo ARERA è al 10%; quando si applica il 22% lo spiega la guida all’IVA sulle bollette di luce e gas.
Nello scontrino trasporto e oneri sono riuniti nella spesa per la rete e gli oneri generali di sistema; negli elementi di dettaglio tornano separati, e per l’elettricità gli oneri sono divisi anche tra Asos e Arim. Quanto pesa ciascuna voce su un kWh è calcolato nella guida su quanto costa un kWh.
Quota fissa, quota energia e quota potenza
Ogni voce di spesa può avere fino a tre componenti, che la guida ARERA definisce così.
- Quota fissa: si paga per avere un punto di consegna attivo, anche senza consumi e qualunque sia la potenza impegnata. Il prezzo è annuo e in bolletta viene applicato in rate mensili o giornaliere.
- Quota energia: comprende gli importi proporzionali al consumo, in euro al kWh.
- Quota potenza: si paga in proporzione ai kW di potenza impegnata, anche senza consumi. Nell’esempio della guida, con 3 kW e un prezzo di 0,55 euro per kW al mese si pagano 1,65 euro al mese.
Questa divisione spiega perché la bolletta di una casa vuota non è mai a zero. In una seconda casa, poi, la quota fissa degli oneri si aggiunge alle altre, e il peso delle parti fisse sul totale cresce: quando scegli l’offerta per una casa usata poco, la quota fissa del venditore può contare più del prezzo al kWh, come ricordiamo anche nella pagina delle offerte luce e gas.
Consumi e letture: effettivi o stimati
Il frontespizio riporta il consumo fatturato e la parte stimata; il dettaglio è nel riquadro dati relativi alle letture e ai consumi, tra gli elementi informativi essenziali. ARERA, nella pagina su consumi e letture, distingue due casi.
Consumi effettivi: derivano da letture rilevate dal distributore, da autoletture comunicate nei tempi indicati dal venditore o da letture ricondotte, calcolate a partire da una lettura reale. Consumi stimati: sono fatturati in via provvisoria quando mancano letture, e vengono ricalcolati nelle bollette successive. La stima la fa il venditore sui tuoi consumi storici e, secondo l’Autorità, deve ridurre al minimo lo scarto rispetto ai consumi reali.
Quanto spesso arriva una lettura dipende dal contatore. Gli smart meter inviano i dati al distributore ogni mese; con un contatore tradizionale il distributore deve tentare una lettura ogni 4 mesi per le forniture fino a 16,5 kW, come spiega ARERA nella pagina su ogni quanto va letto il contatore.
Se il tuo contatore non è smart, puoi comunicare l’autolettura nella finestra di date indicata in bolletta. Il venditore la prende in carico, salvo che sia palesemente errata, e la trasmette al distributore entro 4 giorni lavorativi (scheda ARERA sull’autolettura). Quando una stima viene sostituita da una lettura reale, la differenza compare nella voce ricalcoli: il ricalcolo, cioè il conguaglio, è indicato nello scontrino e spiegato negli elementi informativi essenziali. Se un conguaglio riguarda consumi di oltre due anni prima, quegli importi sono prescritti, anche nel caso di ricalcoli; la prescrizione però non è automatica, e il venditore deve avvisarti in bolletta perché tu possa farla valere con una comunicazione (Atlante ARERA sulla prescrizione).
Due dati in questa parte servono anche fuori dalla bolletta. Il consumo annuo aggiornato si basa sulle letture dei 12 mesi precedenti o, se mancano, su una stima. Secondo la pagina ARERA sul consumo consapevole è il dato da usare per stimare la spesa annua delle offerte, anche sul Portale Offerte (come funziona lo spiega la guida al Portale Offerte ARERA). La stessa pagina descrive il riquadro delle informazioni storiche, con i consumi per mese e per fascia degli ultimi 18 mesi e la potenza massima prelevata in ciascuno degli ultimi 12.
I dati della fornitura: POD, potenza e residenza
In seconda facciata, accanto allo scontrino, la bolletta riporta i dati identificativi della fornitura: indirizzo, codice POD e potenza impegnata.
Codice POD. Identifica il punto fisico in cui prelevi l’energia. Secondo il glossario ARERA è un codice alfanumerico di 14 o 15 caratteri che inizia sempre con IT e non cambia se cambi venditore; lo devi comunicare quando firmi un nuovo contratto, come ricorda la pagina sui dati della fornitura. Com’è composto lo spiega la guida al codice POD.
Potenza impegnata. È il livello di potenza, in kW, indicato nel contratto e reso disponibile dal venditore; per la maggior parte delle abitazioni, scrive il glossario ARERA, è di 3 kW. Confrontala con la potenza massima prelevata riportata nello storico: se resti sempre molto sotto, secondo la pagina ARERA sul consumo consapevole puoi chiedere una riduzione, mantenendo un margine di sicurezza per evitare lo scatto del contatore.
Tipologia di cliente. Nel riquadro caratteristiche tecniche della fornitura trovi la tipologia (domestico residente o non residente, ricarica di veicoli elettrici, altri usi) e la tensione di alimentazione. La residenza anagrafica del titolare, spiega il glossario ARERA, cambia alcuni corrispettivi: trasporto, oneri di sistema, imposte e una piccola parte della spesa per la materia energia. Se in bolletta risulti non residente ma vivi in quella casa, conviene segnalarlo al venditore.
Il box dell’offerta completa il quadro del contratto. Secondo la pagina ARERA sulle condizioni di fornitura riporta il codice offerta, se il prezzo è fisso o variabile, se è monorario o a fasce, le date di decorrenza e scadenza delle condizioni economiche, la scadenza del contratto, l’eventuale onere di recesso anticipato e la formula del prezzo con i valori applicati, per esempio il PUN.
Con consumo annuo, potenza impegnata e codice POD hai i dati che servono per un confronto: puoi caricare la bolletta su Billding e confrontare le offerte sui tuoi consumi.
Gli elementi di dettaglio
Gli elementi di dettaglio sono il documento che permette di rifare i conti. Secondo le regole ARERA, agli articoli 11 e 12, riportano prezzi unitari e quantità di ogni componente, divisi tra vendita, rete e oneri, la distribuzione dei consumi per fascia oraria, gli elementi dei ricalcoli e gli eventuali interessi di mora.
Si aprono dal QR code o dal link accanto allo scontrino. Nel servizio a tutele graduali puoi chiederli al venditore, che li invia entro 10 giorni lavorativi e poi li allega a ogni bolletta; nel mercato libero valgono le modalità previste dal contratto, e li ricevi comunque in caso di reclamo sulla fatturazione.
La bolletta del gas segue lo stesso schema, con Smc al posto dei kWh e codice PDR al posto del POD: le differenze sono nella guida su come leggere la bolletta del gas. Altri approfondimenti sono tra le guide su luce e gas.
Domande frequenti
Cos’è il conguaglio nella bolletta della luce?
Il conguaglio, che in bolletta si chiama ricalcolo, corregge consumi o prezzi già fatturati: per esempio quando una lettura reale sostituisce una stima. Secondo ARERA compare nello scontrino dell’energia ed è spiegato negli elementi informativi essenziali. Gli importi riferiti a più di due anni prima sono prescritti, ma la prescrizione va fatta valere scrivendo al venditore.
Che differenza c’è tra consumi effettivi e consumi stimati?
I consumi effettivi derivano da letture del distributore, da autoletture o da letture ricondotte. Quelli stimati sono calcolati dal venditore sui tuoi consumi storici quando manca una lettura, e vengono ricalcolati in una bolletta successiva. Il frontespizio indica quanta parte del consumo fatturato è stimata.
Perché pago la bolletta della luce anche se non consumo?
Perché una parte della spesa è fissa: la quota fissa, un prezzo annuo che la bolletta addebita in rate mensili o giornaliere, si paga per avere un punto di consegna attivo, e la quota potenza si paga per ogni kW di potenza impegnata. Nelle case in cui non hai la residenza gli oneri di sistema comprendono anche una quota fissa annua.
Cosa sono gli elementi di dettaglio della bolletta?
Sono un documento separato dalla bolletta sintetica che riporta il calcolo di tutte le voci, con prezzi unitari e quantità, la divisione tra vendita, rete e oneri e, per la luce, i consumi per fascia. Si aprono dal QR code o dal link accanto allo scontrino dell’energia, oppure si chiedono al venditore.
Quanta IVA si paga sulla bolletta della luce di casa?
Per le utenze domestiche l’aliquota IVA è del 10%, applicata sull’importo totale della bolletta, come indica la guida di ARERA alle voci di spesa. Oltre all’IVA si paga l’accisa, che si calcola sui kWh consumati e ha aliquote agevolate per le case di residenza con potenza fino a 3 kW.