Luce e Gas

Servizio a Tutele Graduali: Cos'è, Chi Riguarda e Come Uscirne

1 ottobre 2026
Servizio a Tutele Graduali: Cos'è, Chi Riguarda e Come Uscirne

Il servizio a tutele graduali (STG) è la fornitura di luce con cui ARERA accompagna verso il mercato libero chi non aveva scelto un venditore alla fine della tutela: piccole imprese dal 2021, microimprese dal 2023, famiglie non vulnerabili dal 1° luglio 2024. Dura fino al 31 marzo 2027 e si può lasciare in qualsiasi momento, senza penali.

Servizio a tutele graduali: cos’è e come funziona

Secondo la pagina di ARERA dedicata al servizio, lo STG serve ad accompagnare verso il mercato libero dell’elettricità i clienti rimasti senza venditore quando la tutela di prezzo è stata tolta. Ci entrano in automatico, senza che la fornitura si interrompa, i clienti delle categorie interessate privi di un contratto di mercato libero.

Il servizio non ha un gestore unico. Lo erogano venditori selezionati con aste: ogni area territoriale ha un solo fornitore, che però può servire più aree. La base è la legge annuale per la concorrenza del 2017 (legge 124), attuata per le famiglie con la delibera ARERA 362/2023.

Lo STG riguarda solo l’energia elettrica. Per il gas non esiste un servizio equivalente, e la fine della tutela ha seguito un’altra strada, descritta più avanti.

Per sapere se ci sei dentro basta la bolletta. Le regole ARERA sulla bolletta (delibera 315/2024, allegato A, articolo 5) chiedono che la prima pagina indichi il servizio di riferimento con una dicitura standard, tra cui «mercato libero» e «servizio a tutele graduali». Dove si trovano questa e le altre informazioni del frontespizio lo spiega la guida su come leggere la bolletta della luce.

Chi è passato al servizio a tutele graduali

La tutela di prezzo per la luce è finita in tre tappe, una per categoria di cliente. Le definizioni che seguono vengono dalla pagina ARERA sul servizio.

Piccole imprese, dal 2021

Sono le imprese che hanno tra 10 e 50 dipendenti e/o tra 2 e 10 milioni di euro di fatturato annuo, con forniture in bassa tensione. Nello stesso gruppo rientrano le microimprese con almeno un punto di prelievo sopra i 15 kW di potenza impegnata.

Per loro lo STG è partito a gennaio 2021, con la delibera ARERA 491/2020 sulle piccole imprese in bassa tensione senza un contratto di mercato libero. L’assegnazione attuale dei fornitori va dal 1° luglio 2024 al 31 marzo 2027.

Microimprese e altri clienti non domestici fino a 15 kW, dal 2023

Sono le microimprese, con meno di 10 dipendenti e al massimo 2 milioni di euro di fatturato annuo, che hanno solo punti di prelievo fino a 15 kW di potenza impegnata. Con loro ci sono gli altri clienti non domestici, diversi dalle microimprese, con tutte le forniture entro i 15 kW.

Per questi clienti, spiega ARERA, l’avvio dello STG è stato rinviato al 1° aprile 2023: da gennaio a marzo 2023 sono rimasti con il proprio fornitore della maggior tutela, alle stesse condizioni. I fornitori del servizio sono assegnati dal 1° aprile 2023 al 31 marzo 2027.

Famiglie non vulnerabili, dal 1° luglio 2024

L’ultima tappa ha riguardato le famiglie. Secondo la pagina ARERA sulla fine della tutela elettrica, dal 1° luglio 2024 il cliente non vulnerabile che era in tutela e non aveva scelto un contratto di mercato libero è passato automaticamente allo STG.

Nel comunicato del 27 giugno 2024 ARERA ha indicato in 3,7 milioni i clienti domestici non vulnerabili coinvolti. Il contesto di quel passaggio è ricostruito nella guida sulla chiusura del mercato tutelato.

Aste e venditori per zona

Per le famiglie le aste si sono svolte il 10 gennaio 2024 e le ha gestite Acquirente Unico. Secondo la memoria di ARERA sugli esiti delle gare, le 26 aree territoriali sono state assegnate tutte a 7 operatori, con un tetto di 7 aree per singolo operatore. Ogni area ha il suo esercente, ma per le famiglie le condizioni economiche sono uguali in tutta Italia, come ricorda il comunicato del 27 giugno 2024.

Per le imprese le aree sono diverse: sette per le piccole imprese, dodici raggruppamenti di regioni e province per le microimprese. L’elenco degli esercenti per ogni area, per tutte e tre le categorie, è sulla pagina ARERA dello STG.

Quando un cliente entra nel servizio, l’esercente gli scrive. Secondo la stessa pagina ARERA, la comunicazione contiene i contatti del venditore, il motivo e la data di attivazione, le condizioni del servizio, le modalità di invio delle bollette, il diritto di recesso e dove trovare il Portale Offerte e lo Sportello per il consumatore.

Come si forma il prezzo

Le condizioni contrattuali sono quelle delle offerte PLACET definite da ARERA. Per le famiglie la pagina ARERA indica la fatturazione bimestrale e il pagamento con domiciliazione bancaria o postale, carta di credito o bollettino. Con la domiciliazione non è richiesto deposito cauzionale; negli altri casi la prima bolletta addebita 11,5 euro per ogni kW di potenza impegnata.

Le condizioni economiche seguono il mercato all’ingrosso. Secondo ARERA la spesa per la materia energia comprende:

  • il costo di approvvigionamento, calcolato sui valori a consuntivo del prezzo all’ingrosso (PUN ex post), più il costo del dispacciamento;
  • un livello base dei costi di sbilanciamento, fissato dall’Autorità prima delle aste;
  • per le famiglie, un prezzo unico nazionale ricavato dai prezzi di aggiudicazione delle aste.

Per le imprese, invece, il prezzo dipende anche dai parametri offerti dall’esercente di ciascuna area. Trasporto, gestione del contatore e oneri di sistema sono gli stessi del mercato libero.

In pratica lo STG è un prezzo variabile: secondo il comunicato del 27 giugno 2024, la componente per l’acquisto dell’energia è pari alla media mensile del PUN a consuntivo. Lo stesso comunicato spiega che la parte legata alle aste per le famiglie, il «parametro gamma», è una quota fissa che ARERA aggiorna ogni anno in base al numero di clienti serviti. Per seguire l’indice all’ingrosso c’è la guida sul valore del PUN.

Clienti vulnerabili: un servizio a parte

Le famiglie vulnerabili non sono passate allo STG. Secondo la pagina ARERA sulla fine della tutela elettrica, è vulnerabile chi si trova in almeno una di queste condizioni:

  • ha compiuto 75 anni;
  • riceve il bonus sociale elettrico per disagio economico o il bonus per gravi condizioni di salute;
  • è una persona con disabilità ai sensi dell’articolo 3 della legge 104 del 1992;
  • ha l’utenza in una struttura abitativa di emergenza dopo un evento calamitoso;
  • ha l’utenza in un’isola minore non interconnessa.

Per l’elettricità, dal 1° luglio 2024 il servizio di maggior tutela è disponibile solo per i clienti vulnerabili. Chi è già riconosciuto come tale non deve fare nulla; gli altri segnalano la propria condizione al venditore con un modulo di autodichiarazione.

C’è stata anche una finestra nella direzione opposta. La legge annuale sulla concorrenza 2024 (legge 193 del 2024, articolo 24) ha permesso ai vulnerabili di chiedere l’accesso allo STG fino al 30 giugno 2025; secondo il comunicato ARERA del gennaio 2025, dopo quella data chi non l’ha chiesto non può più farlo.

Per il gas lo schema è diverso. Secondo ARERA, da gennaio 2024 il servizio di tutela non è più disponibile per i clienti domestici non vulnerabili: chi non aveva scelto è passato automaticamente a un’offerta PLACET «in deroga», con condizioni economiche e contrattuali definite dall’Autorità tranne una quota fissa annua decisa dal venditore. È un caso particolare: nelle offerte PLACET ordinarie il prezzo lo decide il venditore, mentre l’Autorità stabilisce la struttura del prezzo e le condizioni contrattuali. I vulnerabili restano nel servizio di tutela della vulnerabilità.

Si può entrare nel servizio oggi?

Solo in due casi. Il testo integrato di ARERA sulla vendita di elettricità (TIV, articolo 4.10) consente a chi ha diritto allo STG di chiedere all’esercente della propria area l’attivazione di una nuova fornitura o la voltura. Fuori da questi casi il passaggio allo STG non è previsto: chi ha già un contratto di mercato libero non può chiedere di entrarci.

Se stai cambiando intestatario di una fornitura, la guida sulla voltura con cambio fornitore spiega come scegliere subito un venditore del mercato libero.

Cosa succede dopo il 31 marzo 2027

Il servizio ha una scadenza: secondo la pagina ARERA, le condizioni dello STG valgono fino al 31 marzo 2027. Il comunicato del 27 giugno 2024 spiega cosa accade dopo: in mancanza di una scelta espressa, i clienti continuano a essere riforniti dallo stesso venditore, ma sul mercato libero.

La luce quindi non si interrompe, ma cambia la natura del contratto: non più condizioni fissate dalle aste e dall’Autorità, ma un’offerta commerciale del venditore. Per questo conviene confrontare quell’offerta con il resto del mercato prima che diventi il tuo contratto: puoi farlo caricando la bolletta su Billding, che la mette a confronto con le offerte disponibili.

Come uscire dal servizio a tutele graduali

Lo STG si lascia come qualsiasi contratto luce. Secondo la pagina ARERA sulla fine della tutela, ogni cliente, vulnerabile o no, può scegliere in ogni momento di entrare nel mercato libero. Uscire dallo STG non costa nulla: le regole ARERA sul recesso (delibera 302/2016, allegato A) escludono penali e spese di chiusura, e le sole eccezioni riguardano i contratti luce a prezzo fisso con durata determinata e le imprese con più di 50 dipendenti o oltre 10 milioni di euro di fatturato. Lo STG è a prezzo variabile e le imprese che serve stanno sotto quelle soglie, quindi nessuna delle due eccezioni si applica.

I passaggi sono quattro:

  1. Recupera i dati della fornitura. Dalla bolletta ti servono il codice POD, la potenza impegnata e il consumo annuo; dove trovarli lo spiega la guida al codice POD.
  2. Confronta le offerte. Con il consumo annuo puoi confrontare le offerte luce e gas del mercato libero, a prezzo fisso o variabile, sulla spesa per la materia energia: trasporto e oneri di sistema sono gli stessi dello STG.
  3. Firma il nuovo contratto. Non serve disdire lo STG. Secondo la delibera 302/2016, firmando il nuovo contratto rilasci al nuovo venditore una procura a recedere dal vecchio a tuo nome, e il recesso parte con la richiesta di cambio fornitore.
  4. Leggi la scheda sintetica. Prima di firmare controlla durata, tipo di prezzo ed eventuali garanzie richieste, come il deposito cauzionale.

Anche le imprese escono dallo STG firmando un contratto con un nuovo venditore, scelto tra le offerte per le attività. Nei contratti business, però, controlla durata e condizioni di uscita prima di firmare: la guida sulle penali per cambiare gestore riassume i casi in cui un onere di recesso è ammesso. Altre guide sul mercato dell’energia sono nella sezione luce e gas.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se sono nel servizio a tutele graduali?

Lo dice la prima pagina della bolletta, che deve indicare il servizio di riferimento con una dicitura standard, come «mercato libero» o «servizio a tutele graduali». Chi è entrato nello STG ha ricevuto anche una comunicazione dall’esercente assegnato alla sua area.

Fino a quando dura il servizio a tutele graduali?

Fino al 31 marzo 2027. Dopo quella data, chi non ha scelto un altro venditore resta con lo stesso fornitore, ma con un contratto di mercato libero.

Si può uscire dal servizio a tutele graduali in qualsiasi momento?

Sì. Basta firmare un contratto con un venditore del mercato libero, che esercita il recesso per tuo conto. Uscire dallo STG non comporta penali né spese di chiusura: le regole ARERA sul recesso le escludono, e le eccezioni previste (contratti luce a prezzo fisso, imprese con più di 50 dipendenti o oltre 10 milioni di euro di fatturato) non riguardano lo STG.

I clienti vulnerabili possono passare al servizio a tutele graduali?

Non più. La legge 193 del 2024 ha permesso ai vulnerabili di chiederlo fino al 30 giugno 2025. Oggi un cliente vulnerabile senza un venditore del mercato libero è servito nel servizio di maggior tutela, che dal 1° luglio 2024 è riservato a loro.

Posso chiedere di entrare nel servizio a tutele graduali?

Solo in caso di voltura o di attivazione di una nuova fornitura, rivolgendoti all’esercente competente nella tua area. Chi ha già un contratto di mercato libero non può passare allo STG.

Foto di Nicolò Sozzi

CEO di Billding

Nicolò Sozzi è co-fondatore e CEO di Billding, inserito da Forbes Italia nella lista Under 30 del 2026. Ingegnere gestionale, prima di Billding ha lavorato in Amazon come area manager e poi strategic account manager. Guida la strategia dell'azienda e scrive di mercato dell'energia, offerte luce e gas e risparmio in bolletta.

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