Un kWh di energia elettrica ad agosto 2026 costa circa 0,16 €/kWh all’ingrosso (PUN Index GME) e intorno a 0,30 €/kWh tutto compreso in bolletta per la famiglia tipo, una volta aggiunti trasporto, oneri di sistema e imposte. Il prezzo all’ingrosso è salito di circa un terzo rispetto a luglio, ma la componente energia pesa meno della metà della cifra finale.
Quanto costa un kWh ad agosto 2026
I numeri di riferimento del mese, dal prezzo di borsa a quello che si legge in bolletta:
| Riferimento | Valore ad agosto 2026 |
|---|---|
| PUN Index GME, media mensile provvisoria | circa 0,16 €/kWh |
| PUN Index GME, punte giornaliere | oltre 0,20 €/kWh |
| Media giugno 2026 (ultimo mese consolidato prima dell’estate) | 0,1325 €/kWh |
| Costo finale famiglia tipo (3 kW, 2.700 kWh/anno), tasse incluse | circa 0,30 €/kWh |
| Spesa annua cliente vulnerabile tipo, stima ARERA | 591,86 euro |
Il valore all’ingrosso lo pubblica ogni giorno il GME (Gestore dei Mercati Energetici). Quello finale dipende dalla struttura delle tariffe stabilita da ARERA, l’Autorità di regolazione: per il terzo trimestre 2026 l’aggiornamento per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela segna un +4,6% rispetto al trimestre precedente, con una spesa annua di 591,86 euro per il cliente tipo nel periodo 1° ottobre 2025 - 30 settembre 2026.
Il rialzo di agosto ha due cause, entrambe di breve periodo: il caldo, che alza la domanda per i condizionatori nelle ore centrali della giornata, e le tensioni in Medio Oriente, che hanno spinto in su il prezzo del gas con cui l’Italia produce ancora una parte rilevante della sua elettricità. Chi vuole seguire il dato giorno per giorno trova la serie aggiornata nella guida al PUN oggi.
Cos’è il kWh e come si legge in bolletta
Il kilowattora (kWh) è l’unità con cui si misura e si fattura l’energia elettrica: corrisponde alla potenza di 1 kW assorbita per un’ora. Un forno da 2 kW acceso per mezz’ora consuma 1 kWh; una lampadina LED da 10 W ne consuma uno ogni 100 ore.
In bolletta il kWh compare in tre punti: nella lettura del contatore (i consumi del periodo, divisi per fascia oraria), nel dettaglio della spesa per la materia energia (quanti kWh e a che prezzo) e nel prezzo medio unitario, ossia il totale della bolletta diviso per i kWh consumati. È quest’ultimo il numero da usare quando ci si chiede “quanto pago un kWh”, perché include tutto.
Per capire dove trovare queste voci e i codici che identificano la fornitura c’è la guida al codice POD.
Da cosa è composto il prezzo di un kWh
La cifra finale è la somma di quattro voci. Le proporzioni indicative per una famiglia tipo ad agosto 2026:
| Voce | Cosa include | Peso indicativo |
|---|---|---|
| Spesa per la materia energia | PUN o prezzo fisso, spread del fornitore, perdite di rete, quota fissa di commercializzazione | 45-50% |
| Trasporto e gestione del contatore | Distribuzione, misura, trasmissione: tariffe regolate da ARERA | 15-20% |
| Oneri di sistema | Incentivi alle rinnovabili (ASOS), altri oneri generali (ARIM) | 15-20% |
| Imposte | Accisa e IVA al 10% per uso domestico | 12-15% |
Due conseguenze pratiche. La prima: il fornitore decide solo la materia energia, cioè meno della metà della bolletta; le altre voci sono uguali per tutti, a parità di potenza e consumo. La seconda: una parte del costo è fissa, indipendente dai kWh consumati, quindi chi consuma poco paga un prezzo unitario più alto. Il dettaglio delle componenti regolate è nella guida agli oneri di sistema in bolletta.
Le perdite di rete
Tra la centrale e il contatore una parte dell’energia si disperde lungo le linee. ARERA la quantifica in modo convenzionale (circa il 10% per le utenze in bassa tensione) e il fornitore la addebita moltiplicando i kWh consumati per questo fattore. Nelle offerte indicizzate si legge spesso “PUN + spread, perdite incluse” oppure “perdite escluse”: nel secondo caso il prezzo reale è più alto di quello in evidenza.
Prezzo fisso o indicizzato al PUN
Sul mercato libero il prezzo della materia energia si può scegliere in due forme.
- Indicizzato: si paga la media mensile del PUN Index GME più uno spread fisso del fornitore (tipicamente tra 0,01 e 0,03 €/kWh). Segue il mercato: conviene quando l’ingrosso scende, costa di più in mesi come agosto 2026.
- Fisso: il prezzo della materia energia è bloccato per 12 o 24 mesi. Costa qualcosa in più dell’indicizzato nei mesi tranquilli, ma protegge dai rialzi.
Con l’ingrosso in risalita nell’estate 2026, l’indicizzato resta interessante solo con uno spread basso; chi non vuole sorprese sceglie il fisso. Il confronto tra le due formule, con i casi in cui conviene l’una o l’altra, è nella guida prezzo indicizzato o fisso.
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Fasce orarie: monoraria, bioraria e trioraria
Le fasce orarie definite da ARERA valgono per tutti i fornitori:
| Fascia | Quando |
|---|---|
| F1 | Lunedì-venerdì dalle 8 alle 19 |
| F2 | Lunedì-venerdì 7-8 e 19-23, sabato 7-23 |
| F3 | Tutti i giorni 23-7, domenica e festivi per l’intera giornata |
Un’offerta monoraria applica lo stesso prezzo in ogni fascia. Una bioraria distingue F1 da F2+F3 (spesso indicata come F23), con un prezzo più basso la sera, la notte e nel weekend. La trioraria distingue tutte e tre le fasce.
La regola pratica: la bioraria conviene se almeno i due terzi dei consumi cadono in F2 e F3. È il caso di chi lavora fuori casa tutto il giorno e concentra lavatrice, lavastoviglie e cucina dopo le 19. Chi lavora da casa o ha una pompa di calore accesa di giorno di solito spende meno con la monoraria. Il contatore elettronico registra i consumi per fascia: basta guardare la bolletta per sapere in quale gruppo si rientra. Approfondimento nella guida alla tariffa monoraria e bioraria.
Chi è ancora in tutela: Maggior Tutela e Tutele Graduali
Dal 1° luglio 2024 il mercato tutelato dell’energia elettrica è chiuso per i clienti non vulnerabili. Oggi esistono tre situazioni:
- Mercato libero: la grande maggioranza delle famiglie. Il prezzo lo fissa il fornitore.
- Servizio di Maggior Tutela per i vulnerabili: circa 3 milioni di clienti (over 75, percettori di bonus sociale, persone con disabilità, utenze in isole minori o strutture di emergenza). Il prezzo lo aggiorna ARERA ogni trimestre: +4,6% nel terzo trimestre 2026.
- Servizio a Tutele Graduali: chi non aveva scelto un fornitore a luglio 2024 è stato assegnato per tre anni a un operatore selezionato con asta, a condizioni definite da ARERA. Il servizio termina il 31 marzo 2027, e chi vi si trova riceverà una proposta dal fornitore assegnatario o potrà scegliere sul mercato libero prima di quella data.
Come si è arrivati a questo assetto è raccontato nell’articolo sulla chiusura del mercato tutelato.
Quanto costa un kWh nel tempo: lo storico
Il prezzo finale della famiglia tipo, secondo la serie ARERA in €/kWh tasse incluse, mostra quanto la crisi energetica abbia pesato e quanto sia rientrata:
| Periodo | Prezzo finale famiglia tipo |
|---|---|
| 2021, primo trimestre | 0,20 €/kWh |
| 2022, quarto trimestre | 0,66 €/kWh (massimo storico) |
| 2024, secondo trimestre | 0,20 €/kWh |
| 2025, media annua | circa 0,29 €/kWh |
| 2026, secondo trimestre | 0,29 €/kWh |
| 2026, terzo trimestre | circa 0,30 €/kWh (+4,6%) |
All’ingrosso il PUN è passato da 0,109 €/kWh di agosto 2025 a circa 0,16 di agosto 2026 (+39% su base annua), ma l’effetto in bolletta è attenuato dal peso delle componenti regolate, che non seguono il mercato. Le tabelle complete anno per anno sono nello storico dei prezzi ARERA.
Come ridurre il costo per kWh
Tre leve, in ordine di efficacia:
- Cambiare offerta. Tra le offerte sul mercato libero la differenza sulla sola materia energia può superare 0,05 €/kWh: su 2.700 kWh l’anno sono più di 130 euro. Il cambio è gratuito, non interrompe la fornitura e richiede circa un mese: la procedura è nella guida su come cambiare fornitore.
- Scegliere la fascia giusta. Se i consumi sono davvero serali e nel weekend, la bioraria taglia il prezzo di F2 e F3.
- Verificare la potenza impegnata. Parte della quota fissa dipende dai kW del contatore: passare da 4,5 a 3 kW, quando i consumi lo permettono, riduce la spesa annua di trasporto.
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Domande frequenti
Quanto costa 1 kWh di energia elettrica oggi?
Ad agosto 2026 il prezzo all’ingrosso (PUN Index GME) si muove intorno a 0,16 €/kWh, con punte giornaliere oltre 0,20. In bolletta, sommando trasporto, oneri di sistema e imposte, la famiglia tipo paga circa 0,30 €/kWh tutto compreso. Il numero esatto dipende dall’offerta e dai consumi.
Quanto costano 100 kWh di corrente?
Con un costo medio tutto compreso di circa 0,30 €/kWh, 100 kWh valgono intorno a 30 euro. Attenzione però alla quota fissa: le voci di trasporto e la parte fissa degli oneri si pagano anche a consumo zero, quindi per chi consuma poco il costo per singolo kWh risulta più alto.
Quanto costano 200 kWh al mese?
200 kWh al mese corrispondono a 2.400 kWh l’anno, un consumo vicino alla famiglia tipo ARERA (2.700 kWh). A circa 0,30 €/kWh tutto compreso la spesa è di 60 euro al mese, ossia 720 euro l’anno, in linea con i 591,86 euro annui stimati da ARERA per il cliente vulnerabile tipo con 2.700 kWh.
Che differenza c’è tra il PUN e il prezzo che pago in bolletta?
Il PUN Index GME è il prezzo all’ingrosso della sola energia. In bolletta a quel valore si aggiungono lo spread del fornitore, le perdite di rete (circa il 10%), la spesa per trasporto e gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte. Per questo un PUN di 0,16 €/kWh diventa un costo finale intorno a 0,30 €/kWh.
Conviene la tariffa monoraria o quella bioraria?
La bioraria conviene solo se almeno due terzi dei consumi cadono in fascia F2 e F3, cioè la sera dalle 19, la notte, il weekend e i festivi. Con i consumi distribuiti nella giornata la monoraria, che applica lo stesso prezzo a ogni ora, di solito costa meno o uguale.