Luce e Gas

Smc e Codice PDR nella Bolletta del Gas: Cosa Sono e Dove Trovarli

1 ottobre 2026
Smc e Codice PDR nella Bolletta del Gas: Cosa Sono e Dove Trovarli

Lo Smc (standard metro cubo) è l’unità con cui la bolletta del gas conta i consumi: la quantità di gas contenuta in un metro cubo a 15 °C e alla pressione atmosferica standard. Il contatore misura metri cubi e il coefficiente C li converte in Smc. Il codice PDR, 14 cifre in seconda facciata, identifica il punto di fornitura.

Smc gas: cos’è lo standard metro cubo

Il gas si comprime e si dilata: lo stesso metro cubo ne contiene di più quando fa freddo o la pressione è alta, di meno quando fa caldo o la pressione è bassa. Per far pagare a ciascuno la quantità di gas che ha davvero consumato, la bolletta non usa il volume misurato dal contatore ma una unità standard.

Secondo il glossario di ARERA, lo standard metro cubo esprime la quantità di gas contenuta in un metro cubo alla temperatura di 15 °C e alla pressione di 1.013,25 millibar, la pressione atmosferica standard. Gli Smc si ottengono moltiplicando i metri cubi letti sul contatore per un coefficiente correttivo, il coefficiente C, definito per ogni località.

Lo Smc è l’unità di misura della bolletta del gas: lo prevedono le regole ARERA sulla bolletta, all’articolo 3 dell’allegato A alla delibera 315/2024. In Smc sono espressi il consumo fatturato, il consumo annuo riportato nel frontespizio e il prezzo del gas nelle offerte, in euro per Smc.

Dai volumi consumati dipende anche l’IVA. Per gli usi civili, secondo la guida ARERA alle voci di spesa del gas, è al 10% sui primi 480 metri cubi consumati nell’anno e al 22% su tutti gli altri consumi e sulle quote fisse; come funziona la soglia lo spiega la guida all’IVA sulle bollette di luce e gas.

Dai metri cubi agli Smc: il coefficiente C

Il coefficiente C, spiega ARERA nella sua scheda sul coefficiente di correzione dei volumi, riporta i volumi misurati alle condizioni standard, in modo che tutti paghino l’effettiva quantità di gas consumata indipendentemente dal luogo di fornitura. Serve perché temperatura e pressione atmosferica cambiano da località a località, in funzione dell’altitudine, della temperatura dell’aria e di altri fattori.

Il calcolo è una moltiplicazione. L’esempio del glossario ARERA: con un consumo misurato di 110 metri cubi e un coefficiente C di 1,027235, gli Smc fatturati sono 110 x 1,027235, cioè 112,99585 Smc.

Qualche indicazione pratica:

  • il valore di C della tua fornitura è scritto in bolletta, nel riquadro caratteristiche tecniche della fornitura, tra gli elementi informativi essenziali, come indica la pagina ARERA sui dati della fornitura gas;
  • il coefficiente dipende dalla località, non dal fornitore: se cambi venditore e resti nella stessa casa, la conversione non cambia;
  • in montagna la pressione atmosferica è più bassa e un metro cubo contiene meno gas che al livello del mare: è uno dei motivi per cui C varia da un comune all’altro;
  • ARERA precisa che il coefficiente serve quando il contatore non dispone di un correttore dei volumi, cioè di un dispositivo che riporta già da sé la misura alle condizioni standard.

Per verificare una bolletta con un contatore che misura in metri cubi, prendi due letture, calcola la differenza e moltiplicala per C: ottieni gli Smc del periodo. Se il risultato non coincide con il consumo fatturato, controlla nel riquadro delle letture se una delle due è una stima del venditore e non una lettura reale.

Smc, kWh e potere calorifico

Lo Smc misura una quantità di gas, ma quello che paghi davvero è l’energia che il gas contiene. Nello stesso riquadro tecnico la bolletta riporta il potere calorifico superiore (P): secondo ARERA è l’energia, in gigajoule (GJ), contenuta in un metro cubo standard di gas nella località della fornitura. Dipende dalla composizione chimica del gas, che cambia con le aree e i giacimenti di provenienza, e viene misurato periodicamente sulle reti di distribuzione (scheda ARERA sul potere calorifico).

Nella stessa scheda ARERA spiega come si passa dal prezzo per GJ al prezzo per Smc:

  • nelle offerte e nei contratti si usa un valore convenzionale di P uguale in tutta Italia, pari a 0,03852 GJ per Smc;
  • nelle bollette si usa invece il P misurato nella località in cui si trova l’utenza.

Il prezzo per Smc applicato in bolletta, quindi, può discostarsi da quello scritto nell’offerta, perché tiene conto dell’energia contenuta nel gas che arriva davvero nella tua zona.

Lo stesso valore convenzionale permette di passare dagli Smc ai kWh. Un gigajoule equivale a circa 277,8 kWh, quindi 0,03852 GJ corrispondono a circa 10,7 kWh per Smc. È un ordine di grandezza utile per confrontare il gas con l’elettricità, per esempio quando valuti una pompa di calore; il valore esatto della tua fornitura dipende dal P della località.

Il codice PDR: cos’è e dove trovarlo

Il PDR, punto di riconsegna, è secondo il glossario ARERA un codice di 14 cifre che identifica il punto fisico in cui il gas naturale viene consegnato dal venditore e prelevato dal cliente. Identifica il punto di fornitura, non il contratto: per questo resta lo stesso anche quando cambi venditore.

In bolletta il PDR si trova in seconda facciata, nel riquadro con i dati identificativi della fornitura, accanto all’indirizzo del punto di fornitura, come prevedono le regole ARERA sulla bolletta all’articolo 6. Se non hai una bolletta a portata di mano, puoi chiederlo al tuo venditore attuale.

Nella bolletta del gas compaiono altri codici che è facile confondere con il PDR:

  • il codice cliente o codice utenza, nel frontespizio, è assegnato dal venditore e identifica te come suo cliente, non il punto di fornitura;
  • il codice REMI, secondo il glossario ARERA, identifica il punto di consegna dell’impianto di distribuzione che alimenta il tuo PDR, cioè un nodo della rete e non la tua casa;
  • la classe del misuratore, una lettera G seguita da un numero (per esempio G6 o G10), indica il tipo di contatore e incide su quanto si paga per la distribuzione (glossario ARERA).

Il PDR è il corrispettivo, per il gas, del codice POD della luce. I due codici si distinguono a colpo d’occhio: il POD è alfanumerico e inizia con IT, il PDR è fatto di sole cifre. Le caratteristiche del POD sono nella guida al codice POD. Il PDR identifica il punto di consegna e non l’apparecchio: cosa succede quando il distributore cambia il misuratore è spiegato nella guida al cambio del contatore gas.

Perché il PDR serve quando cambi fornitore

Quando firmi un contratto con un nuovo venditore, il PDR è il dato che individua quale fornitura trasferire. La pagina ARERA sui dati della fornitura gas precisa che serve a identificare con certezza l’utenza e che va comunicato dal cliente quando stipula il contratto per cambiare fornitore.

Un PDR sbagliato di una cifra indica un altro punto di fornitura, quindi conviene copiarlo dalla bolletta e ricontrollarlo prima di inviare il contratto. I passaggi del cambio, dalla firma all’attivazione, sono nella guida su come cambiare fornitore di luce e gas.

Oltre al PDR, per scegliere l’offerta ti servono due dati della stessa bolletta:

  • il consumo annuo in Smc, nel frontespizio, calcolato sulle letture dei 12 mesi precedenti o, in mancanza, stimato dal venditore (pagina ARERA su consumi e letture);
  • la tipologia d’uso, nel riquadro tecnico: solo cottura e acqua calda, oppure anche riscaldamento, che a parità di casa fa salire di molto gli Smc.

Con questi numeri puoi confrontare le offerte gas su ciò che conta: il prezzo per Smc, che pesa su ogni metro cubo standard consumato, e la quota fissa, che si paga anche con la caldaia spenta. Se non vuoi rifare i conti a mano, Billding confronta le offerte partendo dai consumi della tua bolletta.

Letture del contatore gas e consumi stimati

Gli Smc fatturati sono effettivi quando derivano da una lettura, stimati quando mancano letture. Secondo la scheda ARERA sulle letture, gli smart meter inviano i consumi al distributore ogni mese. Con un contatore tradizionale, invece, il distributore deve tentare la lettura con una frequenza minima legata ai consumi annui:

Consumo annuoTentativi di lettura minimi
fino a 500 Smcalmeno 1 all’anno
da 500 a 1.500 Smcalmeno 2 all’anno
da 1.500 a 5.000 Smcalmeno 3 all’anno
oltre 5.000 Smcalmeno 1 al mese

Con poche letture all’anno le bollette intermedie si basano spesso su stime, ricalcolate quando arriva una lettura reale. Per ridurle puoi comunicare l’autolettura: il venditore deve offrire un modo per farlo in una finestra di date indicata in bolletta e trasmettere il dato al distributore entro 4 giorni lavorativi, salvo letture palesemente errate (scheda ARERA sull’autolettura).

Il resto della bolletta, dalle voci di spesa alle imposte, è spiegato nella guida su come leggere la bolletta del gas; la struttura del nuovo formato, uguale per luce e gas, è descritta passo per passo in quella su come leggere la bolletta della luce. Altri approfondimenti sono tra le guide su luce e gas.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra metri cubi e Smc?

Il contatore misura il volume del gas in metri cubi, che cambia con temperatura e pressione. Lo Smc, standard metro cubo, è la quantità di gas contenuta in un metro cubo a 15 °C e a 1.013,25 millibar. La bolletta fattura in Smc, ottenuti moltiplicando i metri cubi per il coefficiente correttivo C della località.

Cos’è il coefficiente C in bolletta?

È il coefficiente che converte i metri cubi misurati dal contatore negli Smc fatturati. È definito per ogni località, perché il volume del gas dipende da pressione e temperatura, che cambiano con altitudine e clima. Lo trovi nel riquadro con le caratteristiche tecniche della fornitura.

Quanti kWh ci sono in uno Smc di gas?

Usando il potere calorifico convenzionale che ARERA applica nelle offerte, 0,03852 GJ per Smc, uno Smc corrisponde a circa 10,7 kWh. Il valore reale dipende dal gas distribuito nella tua zona: per questo la bolletta riporta il potere calorifico P misurato nella località della fornitura.

Dove trovo il codice PDR nella bolletta del gas?

Secondo ARERA il codice PDR è in seconda facciata, nel riquadro con i dati identificativi della fornitura, insieme all’indirizzo del punto di fornitura. È composto da 14 cifre: va copiato con attenzione quando firmi un nuovo contratto, perché identifica con certezza la tua utenza.

Il codice PDR cambia se cambio fornitore?

No. Il PDR identifica il punto fisico in cui il gas viene consegnato a casa tua, non il contratto, e secondo il glossario di ARERA resta lo stesso quando cambi venditore. È proprio per questo che il nuovo fornitore te lo chiede alla firma: serve a individuare la fornitura da trasferire.

Foto di Nicolò Sozzi

CEO di Billding

Nicolò Sozzi è co-fondatore e CEO di Billding, inserito da Forbes Italia nella lista Under 30 del 2026. Ingegnere gestionale, prima di Billding ha lavorato in Amazon come area manager e poi strategic account manager. Guida la strategia dell'azienda e scrive di mercato dell'energia, offerte luce e gas e risparmio in bolletta.

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