Chi ha una disabilità riconosciuta può acquistare un’auto con IVA al 4% invece del 22% e detrarre dall’IRPEF il 19% della spesa, entro un tetto di 18.075,99 euro. Si aggiungono l’esenzione dal bollo e quella dall’imposta di trascrizione al PRA. Le agevolazioni spettano anche al familiare che ha la persona con disabilità fiscalmente a carico.
Agevolazioni Legge 104 per l’auto: le quattro voci
Il settore auto è quello in cui le agevolazioni per le persone con disabilità pesano di più, perché si sommano tra loro sullo stesso acquisto. Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate dedicata alle persone con disabilità, i benefici sono quattro:
| Agevolazione | Quanto vale | Ogni quanto |
|---|---|---|
| Detrazione IRPEF | 19% su una spesa massima di 18.075,99 euro | Una volta ogni 4 anni |
| IVA ridotta | 4% invece del 22%, senza limiti di valore | Una volta ogni 4 anni |
| Esenzione bollo | Importo pieno del bollo, ogni anno | Permanente, su un solo veicolo |
| Esenzione imposta di trascrizione | Imposta PRA sul passaggio di proprietà | A ogni pratica ammessa |
Su un’utilitaria da 20.000 euro il risparmio combinato tra IVA e detrazione supera i 6.000 euro, a cui si aggiunge il bollo che non si paga più per tutta la durata del possesso. Vale la pena mettere in conto anche il costo dell’assicurazione, che non gode di sconti fiscali: se stai per intestarti un veicolo nuovo, la guida su come cambiare assicurazione auto spiega tempi e regole del passaggio.
Chi ha diritto alle agevolazioni
La normativa individua cinque categorie di beneficiari, ognuna con la propria certificazione. Le prime quattro ottengono i benefici senza dover adattare il veicolo:
- persone non vedenti, con cecità totale o parziale certificata da una commissione medica pubblica;
- persone sorde, con sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva;
- persone con disabilità psichica o mentale grave, a cui sia stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento;
- persone con grave limitazione della deambulazione o pluriamputate, con verbale che attesti la gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge 104;
- persone con ridotte o impedite capacità motorie, che accedono ai benefici solo se il veicolo viene adattato alla guida o al trasporto.
L’ultima categoria è quella che genera più errori: senza adattamento annotato sulla carta di circolazione, l’agevolazione non spetta. Per le persone con sindrome di Down rientranti tra le disabilità psichiche vale anche il certificato del medico di base, a condizione che sia riconosciuta l’indennità di accompagnamento.
Un limite poco noto riguarda i minori: chi percepisce l’indennità di frequenza invece di quella di accompagnamento resta fuori dalle agevolazioni auto, perché le due indennità non sono cumulabili e rispondono a finalità diverse.
Quali veicoli rientrano
Le agevolazioni non valgono per qualsiasi mezzo. Rientrano le autovetture fino a nove posti, gli autoveicoli per trasporto promiscuo entro 3,5 tonnellate (4,5 se elettrici), gli autoveicoli e i motoveicoli per trasporti specifici, le motocarrozzette e gli autocaravan attrezzati per un massimo di sette persone.
Due precisazioni pratiche:
- sugli autocaravan si può usare soltanto la detrazione IRPEF, non l’IVA agevolata;
- i quadricicli leggeri, cioè le minicar guidabili senza patente, restano esclusi da ogni beneficio.
Per l’IVA ridotta e per l’esenzione dal bollo contano anche i limiti di motore: fino a 2.000 centimetri cubici per benzina e ibrido, fino a 2.800 centimetri cubici per diesel e ibrido, fino a 150 kW per l’elettrico. La detrazione IRPEF invece prescinde dalla cilindrata.
Detrazione IRPEF del 19% e regola dei quattro anni
La detrazione si calcola sul 19% della spesa, con un massimale di 18.075,99 euro: il risparmio d’imposta arriva quindi a circa 3.434 euro. Si può usare tutta nell’anno dell’acquisto oppure spalmarla in quattro rate annuali di pari importo, scelta che conviene a chi ha un’IRPEF annua troppo bassa per assorbire l’intero importo in una volta.
Il beneficio spetta una sola volta nell’arco di quattro anni, che decorrono dalla data di acquisto. Prima della scadenza si può riottenere solo in due situazioni:
- il veicolo precedente è stato radiato dal PRA per demolizione prima del nuovo acquisto;
- il veicolo è stato rubato senza essere ritrovato: la detrazione sul mezzo che lo sostituisce si calcola al netto dell’eventuale rimborso assicurativo, sempre entro il tetto di 18.075,99 euro.
La radiazione per esportazione all’estero non vale. Passati i quattro anni non serve invece vendere l’auto precedente per accedere a un nuovo acquisto agevolato.
Dal 2020 la detrazione richiede che la spesa sia sostenuta con mezzi di pagamento tracciabili, quindi bonifico, carta o altri sistemi che lascino traccia: il contante fa perdere il beneficio. È la stessa logica che regola molte altre voci del 730, comprese quelle spiegate nella guida sulla detrazione delle bollette nel modello 730.
Il tetto sulle detrazioni oltre 75.000 euro non tocca l’auto
Dal 2025 l’articolo 16-ter del TUIR limita l’ammontare complessivo delle detrazioni per chi dichiara oltre 75.000 euro di reddito. Molti hanno temuto che il nuovo tetto riducesse anche il beneficio sull’auto, ma non è così: la circolare 6/E del 29 maggio 2025 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che restano fuori dal computo le spese sanitarie detraibili in base all’articolo 15, comma 1, lettera c) del TUIR, categoria in cui rientrano i mezzi di locomozione per le persone con disabilità. La stessa circolare precisa che non rilevano neppure le rate in cui la spesa è stata ripartita.
In pratica, il reddito alto non erode la detrazione dell’auto, a differenza di quanto accade per altri oneri.
Riparazioni: cosa rientra nel limite
Anche le spese di manutenzione straordinaria danno diritto alla detrazione del 19%, ma con tre paletti: rientrano nello stesso tetto di 18.075,99 euro che comprende il prezzo del veicolo, vanno sostenute entro quattro anni dall’acquisto e non si possono rateizzare, quindi vanno indicate nella dichiarazione dell’anno in cui si pagano.
Restano fuori la manutenzione ordinaria e i costi di esercizio: premio assicurativo, carburante e lubrificante non sono detraibili. Chi vuole ridurre la spesa assicurativa deve lavorare sul contratto, non sul fisco, e le regole per uscirne sono nella guida sulla disdetta dell’assicurazione auto prima della scadenza.
IVA al 4% invece del 22%
L’aliquota ridotta si applica sull’acquisto di auto nuove o usate entro i limiti di cilindrata già visti, e vale senza limiti di valore: su una vettura da 30.000 euro il risparmio rispetto al 22% supera i 4.400 euro. L’IVA agevolata copre anche:
- gli optional ordinati insieme al veicolo;
- le prestazioni di adattamento su un’auto già posseduta, anche quando eccede i limiti di cilindrata;
- la cessione di strumenti e accessori usati per l’adattamento, le riparazioni degli adattamenti e i relativi ricambi.
Il beneficio spetta solo per acquisti fatti direttamente dalla persona con disabilità o dal familiare che la ha a carico. Restano esclusi i veicoli intestati a società, cooperative, enti pubblici o privati, anche quando sono destinati al trasporto di persone con disabilità.
Funziona anche con il leasing, a condizione che il contratto sia di tipo traslativo, cioè preveda il riscatto finale: in quel caso l’aliquota ridotta si applica sia ai canoni sia al prezzo di riscatto, e i termini di quattro e due anni decorrono dalla stipula.
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Esenzione dal bollo auto
L’esenzione dal bollo è permanente e riguarda gli stessi veicoli, con i limiti di cilindrata previsti per l’IVA agevolata. Vale in entrambe le intestazioni ammesse, quella della persona con disabilità e quella del familiare che la ha a carico.
Tre aspetti pratici da tenere presenti:
- se la persona possiede più veicoli, l’esenzione vale per uno solo: al momento della domanda si indica la targa prescelta;
- la documentazione si presenta solo il primo anno, entro 90 giorni dalla scadenza del termine di pagamento; dall’anno successivo l’esenzione prosegue senza nuove istanze;
- quando vengono meno i requisiti, per esempio perché l’auto viene venduta, va data comunicazione allo stesso ufficio.
L’ufficio competente è quello tributi della Regione; dove non è stato istituito ci si rivolge all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, e alcune Regioni si appoggiano all’ACI per la gestione delle pratiche. Poiché le Regioni possono estendere il beneficio ad altre categorie, conviene sempre verificare le regole locali prima di dare per scontata l’esclusione. Sull’auto non va esposto alcun contrassegno.
Esenzione dall’imposta di trascrizione
I passaggi di proprietà dei veicoli destinati al trasporto o alla guida di persone con disabilità sono esenti dall’imposta di trascrizione al PRA, sia per la prima iscrizione di un mezzo nuovo sia per il passaggio di un usato.
Due differenze rispetto alle altre agevolazioni: la richiesta va presentata esclusivamente al PRA territorialmente competente, e il beneficio non spetta a persone non vedenti e sorde, che invece accedono a tutte le altre voci.
Quando l’agevolazione si perde
Se il veicolo passa ad altri entro due anni dall’acquisto, per vendita o per donazione, va restituita la differenza tra l’imposta piena e quella agevolata. Sull’IVA significa versare la differenza tra il 22% e il 4%.
L’obbligo non scatta in due casi:
- la persona cede il veicolo perché mutate esigenze legate alla disabilità richiedono adattamenti diversi su un altro mezzo (resta però il vincolo dei quattro anni per il nuovo acquisto agevolato, salvo demolizione o furto);
- l’erede rivende prima dei due anni un’auto ricevuta in eredità da un genitore che l’aveva acquistata con le agevolazioni.
I documenti da presentare
Quando il veicolo non richiede adattamenti, servono tre documenti:
- la certificazione della condizione di disabilità: certificato di commissione medica pubblica per persone non vedenti e sorde, verbale di accertamento dell’handicap con indicazione della gravità per le disabilità psichiche o mentali (accompagnato dal certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento) e per le gravi limitazioni della deambulazione;
- la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, richiesta solo per l’IVA al 4%, con cui si attesta di non aver acquistato un altro veicolo agevolato nei quattro anni precedenti; per un riacquisto anticipato serve il certificato di radiazione rilasciato dal PRA;
- la fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi o un’autocertificazione, che serve a dimostrare il rapporto di dipendenza fiscale quando l’auto è intestata al familiare.
Una semplificazione utile: i verbali rilasciati dalle commissioni mediche integrate devono indicare direttamente se sussistono i requisiti sanitari per le agevolazioni sui veicoli, oltre a quelli per il contrassegno di parcheggio. Se il verbale è recente, quella riga è già la prova richiesta.
Attenzione a un dettaglio sulla certificazione: un verbale che attesti genericamente l’invalidità, anche totale e permanente, non basta. Deve emergere in modo esplicito la condizione specifica richiesta dalla norma fiscale, cioè la gravità e la natura psichica o mentale della patologia oppure la limitazione permanente della deambulazione.
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Domande frequenti
Quali sono le agevolazioni Legge 104 per l’acquisto dell’auto?
Sono quattro: IVA al 4% invece del 22% sull’acquisto, detrazione IRPEF del 19% entro un tetto di spesa di 18.075,99 euro, esenzione permanente dal bollo auto ed esenzione dall’imposta di trascrizione al PRA. Le prime due valgono una volta ogni quattro anni, l’esenzione dal bollo riguarda un solo veicolo per persona.
Ogni quanto si può riacquistare l’auto con la Legge 104?
Una volta ogni quattro anni, contati dalla data di acquisto. Prima della scadenza del quadriennio il beneficio torna disponibile solo se il veicolo precedente è stato radiato dal PRA per demolizione, oppure in caso di furto senza ritrovamento. La radiazione per esportazione all’estero non dà diritto a un nuovo acquisto agevolato.
Chi può intestarsi l’auto acquistata con la Legge 104?
La persona con disabilità, oppure il familiare che la ha fiscalmente a carico. Perché il familiare possa intestarsi il veicolo e usare le agevolazioni, il reddito complessivo della persona con disabilità non deve superare 2.840,51 euro l’anno, soglia che sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni. I redditi esenti, come l’indennità di accompagnamento, non contano ai fini di questo limite.
Ci sono limiti di cilindrata per l’IVA al 4%?
Sì, per l’IVA ridotta e per l’esenzione dal bollo: fino a 2.000 centimetri cubici con motore a benzina o ibrido, fino a 2.800 centimetri cubici con motore diesel o ibrido e fino a 150 kW di potenza per i veicoli elettrici. La detrazione IRPEF del 19% invece spetta senza limiti di cilindrata.
Cosa succede se rivendo l’auto prima di due anni?
Va versata la differenza tra l’imposta piena e quella pagata con l’agevolazione, quindi tra il 22% e il 4% dell’IVA. L’obbligo non scatta quando la cessione avviene perché mutate esigenze legate alla disabilità richiedono un veicolo con adattamenti diversi, né a carico dell’erede che rivende un’auto ricevuta in eredità.