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Come Compilare un Bollettino Postale: Importo in Lettere, Campi ed Esempi

17 febbraio 2025 Aggiornato il 20 luglio 2026
Come Compilare un Bollettino Postale: Importo in Lettere, Campi ed Esempi

Per compilare un bollettino postale servono cinque dati: numero di conto corrente postale, intestazione, importo in cifre, importo in lettere e causale. La regola che genera più errori è la seconda scrittura dell’importo: euro in lettere, barra, centesimi in cifre (esempio: 123,50 euro si scrive centoventitre/50). Vediamo ogni campo con esempi.

Il bollettino resta lo strumento di pagamento più trasversale che ci sia: funziona anche senza conto corrente, si paga in contanti, e continua a essere usato per utenze, affitti, rette e versamenti a enti e associazioni. Proprio perché passa spesso di mano in mano, compilato a penna, la precisione dei campi è tutto: un bollettino scritto male può essere rifiutato allo sportello o, peggio, lavorato con dati sbagliati.

Come si scrive l’importo in lettere sul bollettino

È il campo che fa scartare più bollettini, quindi partiamo da qui. La convenzione è precisa:

  • gli euro si scrivono in lettere, tutto attaccato, senza punti né spazi;
  • segue una barra ( / );
  • i centesimi si scrivono in cifre, sempre con due cifre.

Qualche esempio pratico:

Importo in cifreImporto in lettere
80,00 €ottanta/00
123,50 €centoventitre/50
205,05 €duecentocinque/05
1.250,00 €milleduecentocinquanta/00
33,10 €trentatre/10

Per i numeri composti la scrittura è quella ordinaria dell’italiano, tutta unita: duecentoquarantasette, milletrecentoventi, duemilaquindici. I casi che generano più dubbi:

  • ventitre, trentatre, quarantatre e simili: si scrivono uniti e sul bollettino l’accento finale si può tranquillamente omettere;
  • cento e mille non si declinano (centoventi, non “centiventi”); mille diventa “mila” nei composti: duemila, diecimila;
  • importi sopra il migliaio: niente punti di separazione, si scrive tutto attaccato (milleduecentocinquanta, non “mille.duecentocinquanta”).

Tre errori da evitare:

  • niente centesimi in lettere: “centoventitre e cinquanta” non è il formato richiesto;
  • mai omettere la parte dopo la barra: se l’importo è tondo si scrive comunque /00;
  • cifre e lettere devono coincidere: in caso di discordanza il pagamento può essere rifiutato o lavorato con ritardo. Se ti accorgi dell’errore, non correggere con cancellature: compila un nuovo bollettino.

I campi del bollettino, uno per uno

Numero di conto corrente postale (c/c)

È il codice che indirizza il pagamento, composto fino a 12 cifre: va copiato esattamente come indicato dal creditore, una cifra per casella. Un numero sbagliato significa soldi accreditati altrove, con tempi di recupero lunghi.

Intestazione

Nome (o ragione sociale) e indirizzo del destinatario del pagamento, così come indicati nella richiesta di pagamento. Non è il tuo nome: tu compili il campo “eseguito da”.

Importo in cifre

Va scritto con i centesimi separati dalla virgola (es. 123,50). Deve coincidere al centesimo con l’importo in lettere.

Causale

Formalmente facoltativa, in pratica indispensabile: indica numero di fattura, periodo o codice cliente in modo che il destinatario possa attribuire il pagamento. Una causale vuota è il modo migliore per ricevere un sollecito su una bolletta già pagata.

Eseguito da

I dati di chi paga: nome, cognome e indirizzo. Se paghi per conto di un’altra persona (una bolletta intestata a un familiare, ad esempio), qui vanno i tuoi dati.

Bollettino in bianco e premarcato: le differenze

  • Premarcato (TD 896 o 674): arriva già stampato con conto, intestazione, importo e causale. Devi solo verificare i dati e pagare: è il formato tipico di bollette e rate;
  • In bianco (TD 123 o 451): tutti i campi sono vuoti e vanno compilati a mano seguendo le regole viste sopra. Si usa quando il creditore comunica solo il numero di conto e l’importo.

Con il premarcato gli errori di trascrizione spariscono, ma vale comunque un controllo su importo e intestazione prima di pagare: gli errori di stampa sono rari ma esistono, e una volta pagato il bollettino la correzione richiede tempi lunghi. Se l’importo premarcato non corrisponde a quanto dovuto (per esempio dopo un pagamento parziale già effettuato), contatta il creditore prima di pagare, invece di correggere a penna il modulo.

Dove e come pagare un bollettino

Il bollettino si paga su più canali, con commissioni che variano:

  • ufficio postale, in contanti o con carta;
  • ricevitorie e tabaccherie abilitate ai servizi di pagamento;
  • online, dai servizi digitali di Poste Italiane e dalle app bancarie che supportano i bollettini;
  • per molte utenze esistono alternative che eliminano del tutto il bollettino: domiciliazione bancaria o pagamento dall’area clienti del fornitore, in alcuni casi anche con PayPal.

A proposito di bollette: se ogni mese ti ritrovi a pagare bollettini pesanti per luce e gas, il problema potrebbe non essere il metodo di pagamento ma la tariffa. Confronta le offerte con Billding e verifica in pochi minuti se stai pagando più del necessario.

Checklist finale prima di pagare

Trenta secondi di controllo evitano settimane di pratiche di recupero. Prima di consegnare o confermare il bollettino verifica, nell’ordine:

  1. il numero di conto corrente coincide cifra per cifra con quello comunicato dal creditore;
  2. l’intestazione riporta il destinatario corretto (non il tuo nome);
  3. importo in cifre e in lettere coincidono al centesimo, con la parte /00 o /XX sempre compilata;
  4. la causale contiene il riferimento che il creditore ti ha chiesto (numero cliente, fattura, targa, pratica);
  5. il campo eseguito da riporta i dati di chi effettivamente paga.

Conserva sempre la ricevuta (o la copia digitale se paghi online): per utenze e tributi è la prova legale del pagamento, e in caso di solleciti errati chiude la discussione in un minuto senza lettere né telefonate.

Commissioni: quanto costa pagare un bollettino

Il pagamento di un bollettino ha quasi sempre un costo, che varia in base al canale scelto: la commissione allo sportello postale è in genere la più alta, mentre i canali digitali (app e siti abilitati) costano tipicamente meno. Su un pagamento singolo la differenza è di pochi decimi di euro, ma per chi paga molti bollettini l’anno il canale scelto diventa una voce di spesa vera.

Il modo più efficace per azzerare il problema, dove possibile, è eliminare il bollettino: per le utenze domestiche la domiciliazione bancaria evita commissioni e dimenticanze, e spesso è la condizione per accedere alle offerte più convenienti dei fornitori.

Tributi e pagoPA: quando il bollettino non è un bollettino

Molti pagamenti verso la pubblica amministrazione che una volta viaggiavano su bollettino postale oggi arrivano come avvisi pagoPA, riconoscibili dal codice avviso e dal logo del circuito. Si pagano con canali propri (app bancarie, servizi digitali abilitati, ricevitorie) e con regole di commissione diverse da quelle del bollettino tradizionale. Se il documento che hai ricevuto riporta un codice avviso pagoPA, segui le istruzioni del circuito: la compilazione manuale descritta qui non serve.

Bollettino, MAV e bollettino Freccia

Capita di confonderli, ma sono strumenti diversi:

  • il MAV (pagamento Mediante Avviso) è emesso dalla banca per conto del creditore e si paga in banca o in posta, di norma senza commissioni bancarie;
  • il bollettino Freccia è un bollettino bancario stampato dal creditore, pagabile su più canali fisici e digitali;
  • il bollettino postale viaggia sul circuito di Poste ed è lo standard storico per utenze, tributi locali e versamenti a enti.

Se il documento che hai davanti ha un codice identificativo e l’intestazione di una banca, probabilmente non è un bollettino postale: controlla le istruzioni di pagamento riportate sul modulo stesso.

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Domande frequenti

Come si scrive l’importo in lettere sul bollettino postale?

Gli euro si scrivono in lettere, tutto attaccato e senza punti, seguiti da una barra e dai centesimi in cifre: 80,00 euro diventa ottanta/00, 123,50 euro diventa centoventitre/50. Se non ci sono centesimi si scrive sempre /00 dopo la barra, mai lasciare il campo a metà.

Cosa succede se sbaglio a compilare un campo del bollettino?

Se l’errore riguarda importo, numero di conto o intestazione, non correggere con cancellature: compila un nuovo bollettino. Le correzioni possono rendere il pagamento non lavorabile o farlo arrivare al destinatario sbagliato, con tempi lunghi per il recupero.

Qual è la differenza tra bollettino in bianco e premarcato?

Il premarcato (TD 896 o 674) arriva già stampato con conto, importo e causale: si controlla e si paga. Il bollettino in bianco (TD 123 o 451) va compilato in ogni campo: numero di conto corrente postale, intestazione, importo in cifre e in lettere, causale ed eseguito da.

Dove si può pagare un bollettino postale?

In ufficio postale, nelle ricevitorie e tabaccherie abilitate, online dai servizi digitali di Poste e dalle app bancarie che supportano i bollettini. Alcuni canali applicano commissioni diverse: controlla il costo dell’operazione prima di pagare.

Serve la causale sul bollettino?

Non è sempre obbligatoria, ma è fortemente consigliata: indica il motivo del pagamento (numero fattura, periodo, riferimento cliente) e permette al destinatario di attribuirlo correttamente, evitando solleciti per pagamenti già fatti.

Foto di Daniele Pareyson

COO di Billding

Daniele Pareyson è Chief Operating Officer di Billding. Ingegnere meccanico formato al Politecnico di Milano, ha lasciato il ruolo di area manager in Amazon per guidare le operations della startup. Scrive di pratiche e procedure delle utenze (volture, subentri, assistenza clienti) e di risparmio domestico.