Casa e Risparmio

Accensione Riscaldamento: Date, Orari e Zone Climatiche

27 gennaio 2025 Aggiornato il 2 ottobre 2026
Accensione Riscaldamento: Date, Orari e Zone Climatiche

L’accensione del riscaldamento segue il calendario del DPR 74/2013 per zona climatica: si parte il 15 ottobre in zona E (Milano, Torino), il 1° novembre in zona D (Roma, Firenze), il 15 novembre in zona C e il 1° dicembre nelle zone A e B. In zona F non ci sono limiti. Il sindaco può cambiare le date con un’ordinanza.

Le stesse regole fissano anche quante ore al giorno si può tenere acceso l’impianto e a quale temperatura massima. Di seguito trovi la tabella completa, come scoprire la zona del tuo comune e le eccezioni che valgono per il riscaldamento autonomo.

Accensione riscaldamento: la regola nazionale

Il periodo di accensione e la durata giornaliera sono stabiliti dall’articolo 4 del DPR 74/2013, il regolamento su esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici. Il decreto non ragiona per regioni ma per zone climatiche, definite vent’anni prima dal DPR 412/1993 in base ai gradi giorno di ciascun comune.

I gradi giorno misurano quanto fa freddo in un luogo durante l’anno: più sono alti, più serve riscaldare. In base a questo valore ogni comune italiano ricade in una delle sei zone, dalla A (la più calda) alla F (la più fredda).

Una nota per chi legge le norme: il decreto legislativo 48/2020 prevede che il DPR 74/2013 venga abrogato quando entrerà in vigore un nuovo decreto attuativo. Finché quel decreto non arriva, Normattiva riporta il DPR 74/2013 come testo vigente e le regole di questa guida restano quelle da applicare.

Date e orari per zona climatica

ZonaGradi giornoPeriodo di accensioneOre al giorno
Afino a 6001° dicembre - 15 marzo6
Bda 601 a 9001° dicembre - 31 marzo8
Cda 901 a 1.40015 novembre - 31 marzo10
Dda 1.401 a 2.1001° novembre - 15 aprile12
Eda 2.101 a 3.00015 ottobre - 15 aprile14
Foltre 3.000nessun limitenessun limite

Tre regole completano la tabella:

  • le ore giornaliere si possono dividere in due o più fasce, per esempio mattina e sera;
  • fuori dalla zona F, l’impianto può restare acceso solo tra le 5 e le 23;
  • prima della data di inizio e dopo quella di fine l’impianto si accende solo alle condizioni descritte più avanti.

In che zona climatica è il tuo comune

L’elenco completo è l’allegato A del DPR 412/1993, ordinato per regione e provincia, con altitudine, gradi giorno e zona di ogni comune. Alcuni esempi presi dalla tabella:

ZonaComuni di esempio
ALampedusa e Linosa, Porto Empedocle
BPalermo, Catania, Messina, Reggio di Calabria, Agrigento, Trapani
CNapoli, Bari, Cagliari, Taranto
DRoma, Firenze, Genova, Ancona, Pisa
EMilano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Trento, Bolzano, Aosta, Arezzo
FBelluno, Cuneo, Cortina d’Ampezzo, Asiago

Gli esempi mostrano perché le ricerche per regione (“accensione riscaldamento Toscana”, “Veneto”) hanno risposte diverse da comune a comune: in Toscana Firenze e Pisa sono in zona D, mentre Arezzo è in zona E; in Veneto Venezia, Padova e Verona sono in zona E, Belluno e Asiago in zona F.

Due casi particolari previsti dal DPR 412/1993: un comune non presente nell’allegato adotta, con provvedimento del sindaco, i gradi giorno del comune più vicino corretti per l’altitudine; un comune con frazioni molto più in alto del municipio può assegnare solo a quelle frazioni una zona climatica diversa. Nel dubbio, il dato giusto lo dà l’ufficio tecnico del tuo comune.

Fuori periodo e deroghe dei Comuni

Accensione fuori periodo

Prima e dopo le date ufficiali l’impianto si può accendere solo in presenza di situazioni climatiche che lo giustifichino, e per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella ordinaria (articolo 4, comma 3). In zona E, per esempio, un ottobre freddo permette fino a 7 ore al giorno anche prima del 15.

Le ordinanze del sindaco

L’articolo 5 del DPR 74/2013 consente ai sindaci, con propria ordinanza e a fronte di comprovate esigenze, di ampliare o ridurre il periodo annuale e la durata giornaliera, e di ridurre la temperatura massima ammessa, sia per l’intero centro abitato sia per singoli edifici. Il Comune deve informare subito la popolazione. Per questo ogni autunno molti comuni annunciano accensioni anticipate: la data che vale per te è quella del decreto, salvo un’ordinanza del tuo comune.

Temperatura massima consentita

L’articolo 3 del DPR 74/2013 fissa la temperatura media degli ambienti riscaldati:

  • 20 gradi con 2 gradi di tolleranza per le abitazioni e tutti gli edifici non industriali;
  • 18 gradi con 2 di tolleranza per i locali di industria e artigianato.

Il limite riguarda la media ponderata delle temperature delle stanze riscaldate. D’estate vale la regola speculare: con il condizionatore la temperatura media non deve scendere sotto i 26 gradi, con 2 di tolleranza.

Le eccezioni: autonomo, centralizzato e edifici esenti

Riscaldamento autonomo

È il punto meno conosciuto della norma. L’articolo 4, comma 6, esenta dal solo limite di ore giornaliere (non dalle date) gli impianti delle singole abitazioni dotati di un sistema di termoregolazione con programmatore giornaliero, in grado di regolare la temperatura su almeno due livelli nelle 24 ore e di spegnere la caldaia secondo le esigenze. In pratica, chi ha un cronotermostato con queste funzioni può distribuire il riscaldamento senza contare le ore, ma resta vincolato al periodo della propria zona e al limite dei 20 gradi.

Riscaldamento centralizzato

Nei condomini con impianto centralizzato l’esenzione dal limite di ore vale se ogni appartamento ha un sistema di contabilizzazione del calore e una termoregolazione con programmatore su due livelli. In ogni caso, presso l’impianto il proprietario o l’amministratore deve esporre una tabella con il periodo di esercizio, l’orario giornaliero scelto, il nome e il recapito del responsabile e il codice dell’impianto assegnato dal catasto regionale.

Edifici esclusi

Le date e le ore non si applicano, tra gli altri, a ospedali, case di cura e strutture per anziani e minori, scuole materne e asili nido, piscine e saune, e agli edifici industriali quando lo richiede il processo produttivo (articolo 4, comma 5).

Prima di accendere: manutenzione e consumi

Il decreto 74/2013 non regola solo il calendario: affida al responsabile dell’impianto anche controllo e manutenzione. Per il decreto 192/2005 il responsabile è l’occupante, a qualsiasi titolo, nelle singole abitazioni, il proprietario se la casa non è affittata e l’amministratore negli impianti centralizzati in condominio. Saltarli costa due volte: il decreto legislativo 192/2005 prevede per chi non provvede una sanzione da 500 a 3.000 euro, e i controlli mancati fanno decadere l’APE della casa. Scadenze e procedura sono nella guida alla manutenzione della caldaia, mentre il legame tra impianto e classe energetica è spiegato nella guida all’attestato di prestazione energetica.

Sul fronte della spesa, l’accensione segna l’inizio dei mesi con i consumi di gas più alti. Tre leve, in ordine di costo:

  1. Regolazione: un grado in meno sul termostato e le stanze inutilizzate chiuse o con le valvole al minimo.
  2. Isolamento: le dispersioni da pareti e infissi fanno lavorare di più la caldaia; il cappotto termico esterno è l’intervento che incide di più, con le detrazioni in vigore.
  3. Contratto: lo stesso consumo costa di più o di meno a seconda del prezzo del gas. I metri cubi consumati e il prezzo pagato sono in bolletta, come spiega la guida su come leggere la bolletta del gas; per un confronto rapido puoi caricare la tua bolletta su Billding e scoprire gratis se esiste un’offerta più adatta ai tuoi consumi.

Chi riscalda con una pompa di calore o un climatizzatore trova il significato delle modalità nella guida ai simboli del telecomando del condizionatore. Le altre guide su riscaldamento e consumi di casa sono nella sezione casa e risparmio.

Domande frequenti

Quando si può accendere il riscaldamento?

Dipende dalla zona climatica del comune: dal 15 ottobre in zona E (Milano, Torino, Bologna), dal 1° novembre in zona D (Roma, Firenze, Genova), dal 15 novembre in zona C, dal 1° dicembre nelle zone A e B. In zona F non ci sono limiti. Le date sono fissate dall’articolo 4 del DPR 74/2013.

Quante ore al giorno si può tenere acceso il riscaldamento?

Fino a 14 ore in zona E, 12 in zona D, 10 in zona C, 8 in zona B e 6 in zona A, anche divise in più fasce, sempre tra le 5 e le 23. In zona F non c’è limite. Gli impianti autonomi con cronotermostato a due livelli sono esentati dal limite di ore, non dalle date.

Come faccio a sapere in che zona climatica è il mio comune?

La zona dipende dai gradi giorno del comune, elencati nell’allegato A del DPR 412/1993, ordinato per regione e provincia. In caso di dubbio lo conferma il Comune. Le frazioni in quota possono avere una zona diversa dal capoluogo comunale se il sindaco lo ha disposto.

Il Comune può anticipare l’accensione del riscaldamento?

Sì. L’articolo 5 del DPR 74/2013 permette al sindaco, con un’ordinanza motivata da esigenze comprovate, di ampliare o ridurre il periodo di accensione e le ore giornaliere, e di ridurre la temperatura massima. Il Comune deve informare subito la popolazione.

Fuori dal periodo consentito si può accendere il riscaldamento?

Sì, ma solo se le condizioni climatiche lo giustificano e per non più della metà delle ore giornaliere previste per la propria zona, come stabilisce l’articolo 4, comma 3, del DPR 74/2013.

Foto di Nicolò Sozzi

CEO di Billding

Nicolò Sozzi è co-fondatore e CEO di Billding, inserito da Forbes Italia nella lista Under 30 del 2026. Ingegnere gestionale, prima di Billding ha lavorato in Amazon come area manager e poi strategic account manager. Guida la strategia dell'azienda e scrive di mercato dell'energia, offerte luce e gas e risparmio in bolletta.