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Prezzo Indicizzato o Fisso: Come Funziona e Quando Conviene nel 2026

7 luglio 2026

Il prezzo fisso blocca il costo dell’energia (€/kWh per la luce, €/Smc per il gas) per tutta la durata del contratto, di solito 12-24 mesi: la bolletta è prevedibile ma non scende se il mercato cala. Il prezzo indicizzato lega invece quel costo a un indice — il PUN per la luce, il PSV per il gas — più uno spread fisso del fornitore: paghi meno quando i prezzi scendono, di più quando salgono.

Scegliere tra prezzo indicizzato o fisso è la decisione che pesa di più sulla bolletta di luce e gas nel mercato libero. In questa guida vediamo come funziona davvero l’indicizzazione, cosa significa lo spread, cosa cambia rispetto al vecchio mercato tutelato e come capire quale delle due formule conviene al tuo profilo di consumo.

Prezzo indicizzato o fisso: il confronto in breve

Le due formule si distinguono per un solo elemento: come si comporta la componente energia, cioè la parte della bolletta che paga la materia prima. Tutto il resto — trasporto, oneri di sistema e imposte — è uguale nelle due offerte, perché è regolato da ARERA e non dipende dal fornitore.

  • Prezzo fisso: il costo unitario dell’energia resta identico per tutta la durata del contratto. Firmi oggi e sai già quanto pagherai il kWh o lo Smc tra un anno, a prescindere da cosa fa il mercato.
  • Prezzo indicizzato: il costo unitario cambia periodicamente, di norma ogni mese, seguendo un indice pubblico di mercato. Il fornitore ci aggiunge uno spread fisso, che è il suo margine e non cambia per tutta la durata del contratto.

In pratica, con il prezzo fisso paghi una sorta di “assicurazione” contro i rincari: spesso il prezzo di partenza è un po’ più alto, in cambio della stabilità. Con l’indicizzato ti esponi alle oscillazioni, ma parti da un valore più agganciato al costo reale dell’energia in quel momento.

Cos’è il prezzo indicizzato e come funziona

Un’offerta a prezzo indicizzato (detta anche a prezzo variabile) non fissa un valore in euro, ma una formula. La componente energia viene ricalcolata a ogni bolletta prendendo il valore aggiornato di un indice di riferimento e sommandogli lo spread del fornitore.

Gli indici usati in Italia sono due:

  • PUN (Prezzo Unico Nazionale): è il prezzo medio all’ingrosso dell’energia elettrica sulla borsa gestita dal GME (Gestore dei Mercati Energetici). È il riferimento per le offerte luce indicizzate. Puoi vedere il valore aggiornato del PUN e il suo andamento mese per mese.
  • PSV (Punto di Scambio Virtuale): è il prezzo di riferimento del gas naturale all’ingrosso in Italia. È l’equivalente del PUN per il gas. Anche qui puoi consultare il valore del PSV aggiornato per capire dove sta andando il mercato.

La formula tipica si legge così: “PUN + 0,010 €/kWh” per la luce, oppure “PSV + 0,05 €/Smc” per il gas. Il primo termine (PUN o PSV) cambia ogni mese; il secondo (lo spread) resta bloccato. È esattamente lo spread l’elemento che devi confrontare quando valuti due offerte indicizzate: a parità di indice, vince quella con lo spread più basso.

Il ruolo dello spread

Lo spread è la voce su cui il fornitore costruisce il proprio margine ed è l’unica parte della componente energia che puoi negoziare o confrontare tra operatori diversi. Due offerte agganciate allo stesso PUN possono avere spread molto diversi: apparentemente sembrano identiche (“seguono il mercato”), ma su un consumo annuo la differenza di spread si traduce in decine di euro. Per questo un’offerta indicizzata non va giudicata solo dalla parola “indicizzato”, ma dal numero che segue il segno ”+”.

Cos’è il prezzo fisso e come funziona

Con il prezzo fisso il fornitore ti garantisce un costo unitario dell’energia che non cambia per tutta la durata concordata, in genere 12 o 24 mesi. Se hai bloccato la luce a un certo valore al kWh, quel valore resta lì anche se il PUN raddoppia — o se crolla.

Attenzione a un punto spesso frainteso: “prezzo fisso” non vuol dire bolletta fissa. La cifra che paghi ogni mese dipende comunque da quanto consumi e dalle voci regolate (trasporto, oneri, imposte), che ARERA può aggiornare periodicamente. Ciò che resta bloccato è solo il prezzo della materia prima energia. Alla scadenza del periodo, il fornitore ripropone un nuovo prezzo fisso oppure fa scattare condizioni di rinnovo che è bene controllare per tempo.

Prezzo indicizzato o fisso: vantaggi e svantaggi

AspettoPrezzo fissoPrezzo indicizzato
Costo dell’energiaBloccato per 12-24 mesiCambia ogni mese (PUN/PSV + spread)
Prevedibilità della spesaAlta: sai quanto paghi il kWh/SmcBassa: varia con il mercato
Se i prezzi salgonoSei protetto dai rincariLa bolletta aumenta
Se i prezzi scendonoNon ne approfittiRisparmi subito
Prezzo di partenzaSpesso più altoDi solito più basso
A chi convieneChi vuole stabilità e teme i rialziChi accetta il rischio e segue il mercato

Il messaggio di fondo è semplice: il fisso ti protegge dal peggio ma ti esclude dal meglio; l’indicizzato ti espone al meglio ma anche al peggio. Non esiste una formula “migliore” in assoluto, esiste quella più adatta al momento del mercato e alla tua tolleranza al rischio.

Se stai valutando un cambio di offerta proprio per questo motivo, puoi confrontare le offerte luce e gas con Billding e vedere in pochi minuti quanto spenderesti con una formula fissa e quanto con una indicizzata, sui tuoi consumi reali.

Quando conviene il prezzo fisso

Il prezzo fisso è la scelta più prudente e conviene soprattutto se:

  • vuoi una bolletta prevedibile, per pianificare il budget familiare o di una piccola attività senza sorprese;
  • temi i rincari e preferisci pagare un po’ di più oggi pur di non rischiare aumenti improvvisi;
  • i tuoi consumi sono costanti durante l’anno e vuoi poterli stimare con precisione;
  • il mercato è in una fase di rialzo o di forte incertezza: bloccare il prezzo quando è basso ti mette al riparo dai picchi successivi.

È la formula tipica di chi cerca tranquillità più che ottimizzazione: rinunci alla possibilità di risparmiare se i prezzi scendono, in cambio della certezza di non trovarti una bolletta raddoppiata.

Quando conviene il prezzo indicizzato

Il prezzo indicizzato premia chi è disposto a seguire il mercato e conviene se:

  • accetti oscillazioni in bolletta pur di sfruttare i cali dei prezzi all’ingrosso;
  • il mercato è in fase calante o stabile: in questi periodi l’indicizzato tende a costare meno del fisso, perché non paghi il “premio assicurativo” della stabilità;
  • tieni d’occhio l’andamento di PUN e PSV e sei pronto, se serve, a cambiare offerta;
  • cerchi lo spread più basso: è lì che si gioca il risparmio reale tra un’offerta indicizzata e l’altra.

In sintesi, l’indicizzato è la scelta di chi guarda al risparmio potenziale e non si spaventa se una bolletta, ogni tanto, arriva più salata del previsto.

Cosa resta uguale in bolletta (e non dipende dalla formula)

Qualunque sia la tua scelta tra prezzo indicizzato o fisso, buona parte della bolletta non cambia, perché non è decisa dal fornitore ma da ARERA. Restano uguali:

  • gli oneri di sistema;
  • i costi di trasporto e gestione del contatore;
  • le imposte (accise e IVA).

L’unica leva su cui agisce l’offerta commerciale è la componente energia. Ecco perché confrontare le offerte ha senso soprattutto su quella voce: è l’unica parte davvero “in gara” tra un fornitore e l’altro.

Indicizzato e fisso non sono la vecchia tutela

C’è un equivoco frequente: pensare che “indicizzato” significhi ancora mercato tutelato. Non è così. Il mercato tutelato — dove i prezzi erano fissati direttamente da ARERA e aggiornati trimestralmente per la luce e mensilmente per il gas — si è chiuso nel 2024 per la maggior parte dei clienti. Da allora la scelta avviene nel mercato libero, dove sei tu a decidere tra un’offerta a prezzo fisso e una indicizzata, confrontando fornitori e spread.

Se vuoi approfondire questo passaggio, trovi i dettagli nella guida su cosa è cambiato con la fine del mercato tutelato. E se la domanda che ti poni è più generale — meglio una tariffa fissa o una variabile a prescindere dagli indici — puoi leggere anche l’approfondimento su quando conviene una tariffa fissa o variabile.

Come scegliere l’offerta giusta

Prima di firmare, tieni presente questi passaggi pratici:

  1. Parti dai tuoi consumi reali (li trovi nelle ultime bollette): senza quelli, qualunque confronto è teorico.
  2. Guarda la componente energia, non il totale pubblicizzato: è l’unica voce che distingue davvero un’offerta dall’altra.
  3. Per l’indicizzato, confronta lo spread; per il fisso, confronta il prezzo bloccato e la durata.
  4. Controlla la scadenza e le condizioni di rinnovo: un buon prezzo fisso oggi può trasformarsi in un rinnovo poco conveniente domani.
  5. Ricorda che cambiare fornitore è gratuito e non comporta interruzioni della fornitura: non sei “legato” a vita a una scelta.

Il modo più rapido per farlo è mettere a confronto le due formule sui tuoi numeri: confronta le offerte luce e gas con Billding e verifica quale tra prezzo indicizzato e fisso ti farebbe pagare meno, senza dover leggere decine di contratti. Per un quadro più ampio dei criteri di scelta, è utile anche la guida su come scegliere il miglior fornitore di luce e gas e quella sulle offerte energia e gas nel mercato libero.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra prezzo indicizzato e prezzo fisso?

Nel prezzo fisso il costo dell’energia (€/kWh per la luce, €/Smc per il gas) resta bloccato per tutta la durata del contratto, di solito 12-24 mesi. Nel prezzo indicizzato la stessa voce cambia ogni mese seguendo un indice di mercato — il PUN per la luce e il PSV per il gas — a cui il fornitore aggiunge uno spread fisso.

Conviene di più il prezzo indicizzato o fisso?

Dipende dal tuo profilo: il prezzo fisso conviene a chi vuole una bolletta prevedibile e teme i rincari, il prezzo indicizzato a chi accetta oscillazioni pur di sfruttare i cali del mercato. In fasi di prezzi in discesa l’indicizzato tende a costare meno; in fasi di rialzo il fisso protegge dagli aumenti.

Cos’è lo spread in un’offerta a prezzo indicizzato?

Lo spread è il margine fisso che il fornitore somma all’indice di mercato (PUN o PSV). Ad esempio “PUN + 0,010 €/kWh”: l’indice varia ogni mese, ma lo spread resta invariato per tutta la durata del contratto. A parità di indice, più basso è lo spread, meno paghi.

Il prezzo indicizzato è lo stesso del vecchio mercato tutelato?

No. Anche la tutela seguiva l’andamento del mercato, ma i prezzi erano decisi da ARERA. Nel mercato libero un’offerta indicizzata segue l’indice PUN o PSV con uno spread deciso dal fornitore, che puoi confrontare tra un operatore e l’altro.

Ogni quanto cambia il prezzo in un’offerta indicizzata?

In genere ogni mese: la componente energia viene ricalcolata sulla media mensile dell’indice di riferimento (PUN per la luce, PSV per il gas). Alcune offerte usano un aggiornamento trimestrale. Lo spread e le altre voci regolate da ARERA restano invece stabili.