Per cambiare operatore fisso e internet casa non serve disdire nulla: si firma la nuova offerta comunicando il codice di migrazione stampato in fattura, e il nuovo operatore gestisce passaggio e chiusura del vecchio contratto senza interruzione della linea. I tempi tipici sono di pochi giorni lavorativi, per legge al massimo 30.
In questa guida vediamo il percorso completo: dove trovare il codice, come funziona la migrazione, quali costi sono legittimi e quali no, e gli errori che possono lasciarti senza linea o con doppia bolletta.
Cambio operatore fisso e internet: come funziona la migrazione
Il passaggio tra operatori di rete fissa è una procedura regolata: non è una disdetta seguita da una nuova attivazione, ma una migrazione unica gestita dagli operatori tra loro. Tu firmi con il nuovo operatore e gli comunichi il codice di migrazione; lui avvia il trasferimento, coordina la data del passaggio e comunica la cessazione al vecchio gestore.
Il principio da tenere a mente: la vecchia linea resta attiva finché la nuova non funziona. Il servizio si sposta nel giro di pochi giorni lavorativi nei casi semplici (stessa tecnologia, stessa presa); quando invece serve una nuova attivazione con uscita del tecnico, per esempio passando dal rame alla fibra FTTH, i tempi si allungano di una o due settimane. In ogni caso la legge fissa un tetto di 30 giorni per il completamento del trasferimento.
Se vuoi conservare anche il numero di casa, la migrazione include la portabilità del fisso: il numero ti segue dal vecchio al nuovo operatore, come raccontiamo nella guida alla portabilità del numero fisso. Per il mobile la procedura è diversa (e più rapida): la trovi nella guida al cambio operatore mobile.
Il codice di migrazione: cos’è e dove si trova
Il codice di migrazione è la carta d’identità della tua linea: un codice alfanumerico che identifica l’operatore attuale, la risorsa (in genere il numero di telefono o l’identificativo della linea), il tipo di servizio e un carattere di controllo finale che ne verifica la correttezza.
Lo trovi in fattura, di solito in prima pagina o tra i dati del contratto, e nell’area clienti del tuo operatore. Ogni operatore lo espone in modo un po’ diverso: per esempio, come recuperarlo in un caso concreto lo mostriamo nella guida al codice di migrazione Fastweb.
Tre attenzioni pratiche:
- Recupera il codice prima di firmare la nuova offerta: senza, la migrazione non parte e la pratica resta sospesa.
- Verifica che sia aggiornato: se hai cambiato offerta o tecnologia di recente, il codice può essere cambiato; usa sempre quello dell’ultima fattura.
- Trascrivilo per intero e senza spazi: un carattere sbagliato fa fallire la verifica del codice di controllo e la pratica torna indietro, con giorni di attesa in più. Se il nuovo operatore lo segnala come non valido, richiedilo al servizio clienti del gestore attuale.
Prima di firmare: copertura e confronto
Il cambio conviene solo se la nuova offerta regge il confronto sulla tecnologia realmente disponibile al tuo indirizzo: la stessa offerta “fibra” può significare FTTH da 1 Gbps o FTTC da prestazioni molto inferiori. Verifica la copertura con gli strumenti dell’operatore o con servizi come Fibermap, e confronta canone a regime, costi di attivazione e vincoli come spieghiamo nella guida alle offerte internet casa.
Vale anche la domanda opposta: ti serve ancora una linea fissa? Se al tuo indirizzo la fibra non arriva, le alternative senza cavo (FWA e connessioni radio) evitano del tutto attivazioni e migrazioni tradizionali, come raccontiamo nella guida a internet senza linea fissa. E se in casa il telefono fisso serve solo per chiamare, esistono offerte solo voce che costano meno di un pacchetto internet completo.
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Costi di uscita: cosa è legittimo e cosa no
Dalla legge Bersani (n. 40/2007) le penali di uscita sono vietate: puoi cambiare operatore in qualunque momento. Restano però dovuti alcuni importi, e conoscerli prima evita sorprese:
- Costi di disattivazione: per AGCOM devono essere commisurati ai costi realmente sostenuti dall’operatore; l’ordine di grandezza tipico è quello di un canone mensile.
- Rate residue di modem, attivazione o installazione rateizzata: si saldano al cambio, in un’unica soluzione o proseguendo le rate.
- Sconti condizionati: se l’offerta prevedeva promozioni legate a una durata minima, l’operatore può richiederne la restituzione pro quota.
- Doppia fatturazione temporanea: nel periodo di sovrapposizione può capitare di ricevere fatture da entrambi; se l’overlap si prolunga oltre il ragionevole, è materia di reclamo.
Il quadro esatto dei costi va chiesto al vecchio operatore (o letto nelle condizioni contrattuali) prima di firmare la nuova offerta: è l’unico modo per calcolare se il risparmio del cambio copre i costi di uscita.
Modem, ripensamento e controversie
Tre diritti da conoscere:
- Modem: se era in comodato va restituito nei termini indicati, altrimenti scattano addebiti; se era a rate, le residue si saldano. Con il modem libero puoi usare un apparato tuo con qualunque operatore, come spieghiamo nella guida al modem libero.
- Ripensamento: per i contratti firmati a distanza o fuori dai locali commerciali hai 14 giorni per annullare senza penali.
- Controversie: per disservizi, doppie fatturazioni o addebiti contestati, il primo passo è il reclamo scritto all’operatore; se non basta, la conciliazione gratuita presso AGCOM (ConciliaWeb) è obbligatoria prima di qualunque causa, e spesso risolutiva.
Migrazione, disdetta o trasloco: tre pratiche diverse
Il cambio operatore va distinto da due pratiche vicine che seguono regole proprie:
- La disdetta secca chiude la linea senza sostituirla: è il caso di una seconda casa che non serve più o di un trasferimento all’estero. Qui la comunicazione al tuo operatore la fai tu, nei modi previsti dal contratto (raccomandata, PEC o area clienti), e restano dovuti i costi di disattivazione e le rate residue. Un esempio di procedura, con i suoi tempi, è nella guida alla disdetta Sky.
- Il trasloco della linea sposta il contratto esistente a un nuovo indirizzo, senza cambiare operatore: si richiede al proprio gestore, ha un costo di attivazione proprio e tempi legati alla copertura del nuovo indirizzo. Se al nuovo indirizzo il tuo operatore non arriva (o arriva con una tecnologia peggiore), il trasloco diventa il momento giusto per una migrazione: stai comunque rifirmando, tanto vale confrontare il mercato.
- La migrazione, il tema di questa guida, sostituisce l’operatore mantenendo la linea attiva: niente disdetta, niente nuova installazione nei casi semplici.
Confondere le tre pratiche costa: chi manda una disdetta pensando di “prepararsi” al cambio interrompe la migrazione; chi chiede un trasloco al vecchio operatore senza guardare il mercato rinnova alle condizioni di anni prima.
Dopo il passaggio: la checklist
A migrazione completata, cinque controlli chiudono la pratica:
- Verifica la velocità reale con uno speed test in condizioni controllate: è la baseline per ogni contestazione futura sulla banda minima garantita.
- Controlla la prima fattura del nuovo operatore: canone promozionale corretto, attivazione come da contratto, nessun servizio accessorio non richiesto.
- Aspetta l’ultima fattura del vecchio (con l’eventuale conguaglio) prima di chiudere la domiciliazione.
- Restituisci il modem nei termini, con ricevuta di spedizione conservata.
- Configura il tuo modem se usi un apparato di proprietà: il nuovo operatore deve fornirti i parametri.
Gli errori da evitare
- Inviare la disdetta al vecchio operatore: è l’errore che lascia senza linea. La cessazione la gestisce il nuovo operatore dentro la migrazione.
- Firmare senza codice di migrazione: la pratica resta sospesa e i tempi si allungano.
- Ignorare rate residue e sconti condizionati: possono annullare il risparmio del primo anno; falli mettere nero su bianco prima.
- Non verificare la copertura reale: un cambio verso una tecnologia peggiore è un downgrade pagato come upgrade.
- Disattivare la domiciliazione troppo presto: le ultime fatture del vecchio operatore (incluso il conguaglio) arrivano dopo il passaggio; meglio saldarle in automatico e poi chiudere.
Prima di scegliere la nuova offerta, confronta le alternative con Billding: l’analisi della bolletta è gratuita e ti dice subito se il cambio vale i costi di uscita.
Domande frequenti
Come si cambia operatore internet casa senza restare senza linea? Firmi la nuova offerta comunicando il codice di migrazione: il nuovo operatore gestisce tutto e la vecchia linea resta attiva fino al passaggio. Mai inviare la disdetta per conto tuo.
Dove trovo il codice di migrazione? In fattura (prima pagina o dati del contratto) e nell’area clienti del tuo operatore. Usa quello dell’ultima fattura.
Quanto tempo richiede il cambio? Pochi giorni lavorativi nei casi semplici, una o due settimane in più se serve il tecnico; per legge al massimo 30 giorni.
Quali costi sono legittimi? Costi di disattivazione commisurati ai costi reali (AGCOM), rate residue di modem e attivazione, restituzione di sconti condizionati. Le penali di uscita sono vietate dalla legge Bersani.
Devo restituire il modem? Sì se era in comodato o a noleggio, nei termini indicati; le rate residue si saldano. Con il modem libero puoi usare un apparato di tua proprietà.