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Le Offerte Luce Preferite dagli Italiani nel 2026: Vince il Prezzo Fisso

16 luglio 2026

Gli italiani che passano al mercato libero scelgono soprattutto il prezzo fisso: tra gennaio 2024 e dicembre 2025 lo ha fatto il 62,3% dei clienti domestici monitorati da ARERA in uscita dai servizi di tutela. È un’inversione rispetto agli anni della crisi energetica, quando dominavano le offerte indicizzate.

Le offerte preferite dagli italiani: cosa dice ARERA

Il dato arriva dal rapporto ARERA 109/2026, presentato alle commissioni parlamentari il 31 marzo 2026, che monitora le condizioni di fornitura dei clienti domestici non vulnerabili. Su un campione di oltre 610.000 contratti stipulati tra gennaio 2024 e dicembre 2025 da clienti usciti dalla Maggior tutela o dal servizio a tutele graduali, 381.071 hanno una struttura a prezzo fisso (62,3%) e 230.314 a prezzo variabile (37,7%).

La preferenza è ancora più netta tra chi è uscito direttamente dalla Maggior tutela: il 65,2% ha scelto il fisso, contro il 60,5% di chi è passato per il servizio a tutele graduali. In entrambi i casi la maggioranza delle famiglie ha cercato la stessa cosa: una bolletta prevedibile.

Perché il prezzo fisso è tornato in testa

Durante la crisi dei prezzi del 2022 le offerte a prezzo bloccato erano quasi sparite dai listini o avevano prezzi proibitivi, e chi cambiava fornitore finiva quasi sempre su tariffe indicizzate. Con la discesa dei mercati all’ingrosso il rapporto si è ribaltato: gli operatori sono tornati a proporre il fisso e le famiglie lo hanno premiato, scegliendo la protezione dai rialzi rispetto alla scommessa sul ribasso.

Un chiarimento su cosa si blocca davvero: nelle offerte a prezzo fisso resta invariata la sola componente energia (il prezzo della materia prima in euro per kWh) per la durata prevista dal contratto, di solito 12 o 24 mesi. Oneri di sistema, costi di rete e imposte seguono invece gli aggiornamenti periodici e si muovono per tutti allo stesso modo: anche con il fisso la bolletta può variare, ma non per colpa del mercato all’ingrosso.

C’è anche un dato di convenienza, non solo di psicologia: ARERA osserva che i clienti che hanno spuntato i prezzi più convenienti del periodo avevano scelto offerte a prezzo fisso, la struttura su cui gli operatori principali concentrano la concorrenza. Come orientarsi tra le due strutture lo spieghiamo nella guida su tariffa fissa o variabile, cosa conviene e nell’approfondimento su prezzo indicizzato o fisso.

Scegliere è facile, scegliere bene meno: i numeri della dispersione

Il rapporto contiene anche l’avvertenza più utile per chi sta per cambiare offerta. Tra il 2024 e il 2025 i clienti in uscita dalle tutele hanno firmato contratti con 229 operatori diversi, ma la qualità delle scelte è stata molto disomogenea: fino ad aprile 2025 un numero consistente di famiglie ha attivato offerte variabili sensibilmente più care delle alternative disponibili nello stesso momento.

La dispersione vale anche senza cambiare venditore. In media, tra l’offerta a prezzo fisso più cara e la più conveniente dello stesso operatore, la spesa annua differisce del 39,8%: per il cliente tipo da 2.700 kWh sono 481,89 euro l’anno (352,79 euro, pari al 32,7%, per il variabile). E una parte dei venditori, rileva ARERA, ha contrattualizzato la maggior parte dei nuovi clienti a prezzi superiori alla propria migliore offerta.

La conclusione operativa: il nome del fornitore conta meno della singola offerta, e il confronto va fatto sui propri consumi reali. Confronta le offerte luce e gas con Billding: il calcolo parte dalla tua bolletta, non da un profilo standard.

Quante offerte ci sono sul mercato libero

Il quadro delle preferenze va letto insieme a quello dell’offerta disponibile. Secondo il monitoraggio retail ARERA, a fine 2023 un cliente domestico aveva davanti 2.390 offerte di energia elettrica e 2.181 offerte gas sul Portale Offerte, il comparatore pubblico dell’Autorità. Tra le offerte elettriche disponibili prevaleva la struttura a prezzo variabile (64,5%), con il fisso al 35,5% ma in forte recupero: rispetto all’anno precedente la quota del variabile era scesa di quasi 14 punti.

Ne esce un’asimmetria interessante: i venditori pubblicano più offerte variabili, le famiglie firmano più contratti fissi. È il segno che il fisso è lo strumento con cui gli operatori competono davvero per i nuovi clienti, mentre il variabile riempie i listini.

Sul fronte gas la fotografia delle scelte è più sfumata: tra i contratti attivi dei clienti domestici la quota a prezzo fisso era al 44% a fine 2023, in netto calo rispetto all’anno precedente. La corsa al fisso vista sull’elettrico è quindi soprattutto un fenomeno del biennio 2024-2025, legato al percorso di uscita dalle tutele.

Uscire dalla tutela ha pagato?

Sì, ma meno di quanto si potrebbe pensare. I clienti usciti dal servizio a tutele graduali tra luglio 2024 e dicembre 2025 hanno pagato in media il 2,9% in meno rispetto al complesso dei nuovi contratti di mercato libero del periodo; chi ha scelto il prezzo fisso ha fatto meglio, con un risparmio del 5,4%.

Il rapporto aggiunge però un dettaglio scomodo: le condizioni del servizio a tutele graduali, determinate da aste molto competitive, sono state in genere più convenienti dei prezzi di mercato libero che i clienti hanno poi scelto uscendone. Chi è rimasto nel servizio, in altre parole, spesso ha speso meno di chi ne è uscito in fretta. Le differenze tra i regimi le abbiamo messe in fila nella guida al mercato regolato e mercato libero.

I limiti del campione: cosa NON dicono questi dati

Due precisazioni per leggere i numeri correttamente. Primo: il campione ARERA fotografa chi è uscito dai servizi di tutela tra il 2024 e il 2025, non l’intero mercato domestico; chi era già sul libero da anni può avere una distribuzione diversa tra fisso e variabile. Secondo: la preferenza per il fisso dice quale struttura le famiglie hanno scelto, non che ogni offerta fissa fosse conveniente. Lo stesso rapporto documenta che per buona parte del periodo solo poche offerte a prezzo fisso, proposte da una decina di venditori e riservate ai clienti già in fornitura, battevano le condizioni del servizio a tutele graduali.

La struttura di prezzo, da sola, non è quindi una garanzia: un fisso caro resta caro per tutta la durata del blocco. Il criterio resta il confronto tra spesa annua stimata sulle proprie abitudini di consumo, qualunque sia l’indicizzazione. Per capire da dove partono i prezzi indicizzati può servire anche la guida agli indici del gas PSV e PSBIL.

Come usare questi dati per la propria bolletta

Tre indicazioni pratiche escono dal quadro ARERA:

  1. Il fisso oggi è competitivo: non è solo la scelta prudente, è la struttura dove si concentrano le migliori offerte. Verifica però la durata del blocco e cosa succede alla scadenza.
  2. Confronta dentro il listino, non solo tra fornitori: lo stesso operatore può proporti offerte che distano centinaia di euro l’anno.
  3. Rifai il confronto periodicamente: le promozioni scadono e il posizionamento delle offerte cambia di mese in mese. Gli strumenti per automatizzare il controllo esistono, come raccontiamo nella guida alle app per risparmiare sulle bollette, e per chi ha entrambe le forniture vale la pena valutare anche le offerte dual fuel.

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Domande frequenti

Quali offerte luce scelgono di più gli italiani?

Le offerte a prezzo fisso. Secondo il rapporto ARERA 109/2026, il 62,3% dei clienti domestici usciti dai servizi di tutela tra gennaio 2024 e dicembre 2025 ha scelto un’offerta di mercato libero a prezzo fisso; la quota sale al 65,2% tra chi è uscito dalla Maggior tutela.

Meglio prezzo fisso o variabile nel 2026?

Non esiste una risposta unica: il fisso protegge dai rialzi e rende prevedibile la spesa, il variabile segue il mercato all’ingrosso e conviene quando i prezzi scendono. I dati ARERA mostrano però che chi ha ottenuto i prezzi più convenienti tra il 2024 e il 2025 aveva scelto offerte a prezzo fisso.

Quanto cambia la spesa tra un’offerta e l’altra?

Molto anche restando con lo stesso venditore: ARERA rileva in media il 39,8% di differenza di spesa annua tra la peggiore e la migliore offerta a prezzo fisso di uno stesso operatore, pari a 481,89 euro per un cliente tipo da 2.700 kWh annui.

Cos’è il servizio a tutele graduali (STG)?

È il regime che dal luglio 2024 accompagna verso il mercato libero i clienti domestici non vulnerabili che non avevano scelto un fornitore alla fine della Maggior tutela. Le condizioni derivano da aste nazionali e si sono rivelate spesso più convenienti delle offerte di mercato libero scelte da chi ne è uscito.

Chi è uscito dalla tutela ha risparmiato?

In parte. I clienti usciti dal servizio a tutele graduali hanno pagato in media il 2,9% in meno rispetto al complesso dei nuovi contratti di mercato libero dello stesso periodo (il 5,4% in meno scegliendo il prezzo fisso). ARERA nota però che le condizioni del servizio a tutele graduali erano in genere più convenienti delle offerte scelte dopo l’uscita.