I prestiti BancoPosta sono finanziamenti personali collocati da Poste Italiane ed erogati da quattro banche partner: vanno da 1.000 euro del Mini Prestito fino a 60.000 euro delle formule Maxi, da rimborsare in rate mensili. Si chiedono in ufficio postale o online, e per confrontarli con altre offerte conta il TAEG indicato nei documenti informativi.
Prestiti BancoPosta: come funzionano
Il primo punto da chiarire è chi presta i soldi. Poste Italiane, attraverso il Patrimonio BancoPosta, agisce come intermediario del credito: secondo la pagina ufficiale dei Prestiti BancoPosta, i finanziamenti sono erogati da Compass Banca, Deutsche Bank, Findomestic Banca e Santander Consumer Bank, collocati da Poste con un accordo distributivo non esclusivo e senza costi aggiuntivi per il cliente. La decisione finale sul prestito spetta alla banca che lo concede, e i documenti di trasparenza cambiano a seconda del finanziatore.
Si tratta di prestiti personali non finalizzati: la somma viene accreditata al cliente, che la usa per l’acquisto o la spesa che preferisce, e la restituisce con rate mensili costanti. Rientrano nel credito ai consumatori disciplinato dal Testo unico bancario, quindi valgono gli obblighi di trasparenza e i diritti che la Banca d’Italia riassume nella guida Il credito ai consumatori in parole semplici.
Quali sono i prestiti BancoPosta
La gamma pubblicata da Poste Italiane, consultata a ottobre 2026, comprende sette formule:
| Prestito | Importo | Durata | Per chi |
|---|---|---|---|
| Classico | da 3.000 a 30.000 euro | da 24 a 84 rate | anche non clienti, fino a 10.000 euro |
| Online | da 3.000 a 30.000 euro | da 24 a 108 rate | solo correntisti con internet banking |
| Flessibile | da 3.000 a 30.000 euro | da 36 a 108 rate | correntisti e titolari di Libretto (vedi nota) |
| Consolidamento | da 3.000 a 50.000 euro | da 24 a 96 rate fisse | per riunire più finanziamenti |
| Maxi | da 30.001 a 60.000 euro | da 36 a 120 rate | solo correntisti |
| Flessibile Maxi | da 30.001 a 60.000 euro | da 36 a 108 rate | titolari di Libretto Ordinario o Smart |
| Mini Prestito | 1.000, 2.000 o 3.000 euro | 23 rate fisse | chi ha una Postepay Evolution da almeno un mese |
La versione Online e le formule Flessibili prevedono le opzioni Cambio Rata e Salto Rata, che permettono di modificare l’importo della rata o rinviarne una nel corso del piano; la versione Online è richiedibile interamente dal sito e, secondo Poste, non ha spese accessorie. Importi e durate cambiano nel tempo: prima di decidere verifica il documento informativo aggiornato nella sezione Trasparenza di poste.it.
Nella gamma attuale non compaiono più prestiti dedicati all’acquisto o alla ristrutturazione della casa. Per lavori in casa si usa un prestito personale, anche Maxi; per comprare un immobile serve un mutuo, che ha requisiti propri e tempi diversi, come spieghiamo nella guida su quanto passa tra delibera e rogito.
Requisiti: chi può chiedere un prestito BancoPosta
Secondo le domande frequenti di Poste Italiane, possono chiedere il Prestito BancoPosta le persone fisiche con un Conto BancoPosta o un Libretto Postale, ma anche chi non è cliente, purché residente in Italia e con un reddito da lavoro o da pensione dimostrabile prodotto in Italia. Gli importi massimi dipendono dal rapporto che hai con Poste:
- correntisti da almeno un mese: da 3.000 fino a 60.000 euro in ufficio postale, a seconda dell’offerta, e fino a 30.000 euro con la richiesta online;
- titolari di Libretto Ordinario o Smart da almeno un mese: da 3.000 a 30.000 euro;
- titolari di Postepay Evolution: Mini Prestito fino a 3.000 euro, Classico fino a 10.000 euro e consolidamento fino a 20.000 euro;
- non clienti: Classico fino a 10.000 euro e consolidamento fino a 20.000 euro.
Sul Prestito Flessibile la pagina di Poste non è coerente: le domande frequenti lo indicano richiedibile anche da chi non è cliente, mentre l’elenco dei requisiti non lo prevede per i non clienti. Se ti interessa questa formula senza un rapporto con Poste, chiedi conferma in ufficio postale.
Prima di concedere il prestito il finanziatore deve valutare il merito creditizio, cioè la tua capacità di rimborso, anche consultando la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia o un sistema di informazioni creditizie privato. Se la domanda viene respinta sulla base di una di queste banche dati, hai diritto a saperlo subito e gratis, con l’indicazione della banca dati consultata. Il finanziatore può anche chiedere la firma di un coobbligato, che risponde del debito come il richiedente.
Come leggere TAN, TAEG e SECCI
Il TAN è il tasso di interesse puro, su base annua, e non comprende spese né commissioni. Il TAEG comprende invece tutti i costi obbligatori del credito: interessi, commissioni, spese di istruttoria e di gestione, imposte e polizze richieste per ottenere il prestito. Per la Banca d’Italia è lo strumento principale per confrontare due finanziamenti, a parità di importo e durata.
La differenza si vede bene nell’esempio della guida della Banca d’Italia: un prestito da 5.000 euro a TAN zero in 36 rate da 141,9 euro ha un TAEG del 5,6%, perché include 300 euro di spese di istruttoria e 3 euro al mese di gestione pratica. Un “tasso zero” in pubblicità non dice nulla, se non è zero anche il TAEG.
Per i Prestiti BancoPosta i documenti da leggere sono due:
- Il documento informativo, pubblicato su poste.it per ogni prestito e per ogni finanziatore, con le condizioni offerte alla generalità dei clienti: TAN fisso massimo, TAEG massimo, un esempio rappresentativo, costi accessori, interessi di mora e penali per i ritardi.
- Il SECCI (Informazioni europee di base sul credito ai consumatori), con le condizioni personalizzate per te: si chiede in ufficio postale prima di firmare, mentre per il Prestito BancoPosta Online è disponibile nella procedura di richiesta. La Banca d’Italia ricorda che va consegnato gratis e prima della firma, e che puoi chiedere una copia del contratto da valutare a casa.
Nel SECCI controlla in particolare tre voci. La prima sono gli interessi di preammortamento, calcolati dalla data di erogazione alla prima scadenza e addebitati con la prima rata. La seconda sono gli oneri fiscali: sui prestiti oltre i 18 mesi il documento informativo che abbiamo consultato indica l’imposta sostitutiva dello 0,25% del capitale o, se inferiore, l’imposta di bollo. La terza sono le polizze: se una copertura è obbligatoria il suo costo entra nel TAEG, se è facoltativa no, e la scelta resta tua. Quando un finanziatore chiede un’assicurazione sulla vita, secondo la Banca d’Italia deve accettare anche una polizza equivalente che trovi da solo sul mercato.
Infine il tasso soglia: il costo di un finanziamento non può superare la soglia di usura fissata per la sua categoria. Poste pubblica nella pagina dei prestiti la tabella dei tassi effettivi globali medi, rilevati ogni trimestre, e le soglie sono consultabili anche sul sito della Banca d’Italia.
Rifare i conti di un prestito è un buon momento per rivedere anche le altre spese fisse di casa: se hai una bolletta recente, caricala su Billding e verifica se su luce, gas o internet stai pagando più del necessario.
Consolidamento debiti BancoPosta: quando conviene
Il Prestito BancoPosta Consolidamento riunisce più finanziamenti in corso in una sola rata mensile fissa, da 24 a 96 rate. Secondo Poste l’importo va da 3.000 a 50.000 euro e comprende una liquidità aggiuntiva minima: almeno 3.000 euro per il consolidamento ordinario e almeno 5.000 euro per quello anticipato.
Prima di consolidare, confronta tre numeri:
- Il TAEG del nuovo prestito con quello dei finanziamenti che chiudi.
- Il costo totale, non la rata: allungare la durata abbassa la rata ma può far pagare più interessi complessivi.
- Il costo di estinzione dei vecchi prestiti: per legge l’indennizzo al finanziatore non supera l’1% della somma rimborsata in anticipo, o lo 0,5% se manca meno di un anno alla scadenza, e in alcuni casi non è dovuto.
Il consolidamento ha senso quando riduce il costo complessivo o mette ordine in rate con scadenze diverse; se serve solo ad abbassare la rata allungando il debito, va valutato con il conto alla mano.
Piccoli importi: Mini Prestito e alternative
Il Mini Prestito BancoPosta è pensato per spese contenute: 1.000, 2.000 o 3.000 euro in 23 rate fisse, per chi ha una Postepay Evolution aperta da almeno un mese, ed erogato da Compass Banca. Sui piccoli importi vale un avvertimento della Banca d’Italia: molte commissioni sono fisse, quindi pesano di più quando la somma è bassa, per esempio sotto i 1.500 euro. Il confronto, anche qui, si fa sul TAEG.
Le alternative più comuni sono due. Il prestito finalizzato, proposto direttamente dal negozio o dal concessionario, che svolge la pratica per conto del finanziatore. E la dilazione del venditore: un negoziante può farti pagare a rate, ma in quel caso, ricorda la Banca d’Italia, senza interessi né altri costi.
Recesso, rimborso anticipato e reclami
Ogni Prestito BancoPosta, come qualsiasi credito ai consumatori, riconosce alcuni diritti:
- recesso entro 14 giorni dalla firma, senza motivazione: se hai già ricevuto la somma, la restituisci entro 30 giorni con gli interessi maturati; il recesso si estende ai servizi accessori collegati;
- rimborso anticipato in qualsiasi momento, totale o parziale, con la riduzione degli interessi e dei costi legati alla durata residua; l’eventuale indennizzo rispetta i limiti dell’1% e dello 0,5% visti sopra;
- reclamo all’ufficio reclami del finanziatore, che ha 60 giorni per rispondere; se la risposta non arriva o non ti soddisfa puoi ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario, una procedura scritta, senza avvocato, più rapida ed economica del giudice.
Se in futuro ti servisse una somma più alta, oltre i 60.000 euro, e possiedi un immobile, l’alternativa è un mutuo di liquidità: tassi e durate diverse, ma con un’ipoteca a garanzia. Altre guide su conti, carte e finanziamenti sono nella sezione finanza personale.
Domande frequenti
Chi può chiedere un prestito BancoPosta?
Secondo Poste Italiane, le persone fisiche titolari di un Conto BancoPosta o di un Libretto Postale, e anche chi non è cliente purché residente in Italia e con un reddito da lavoro o da pensione dimostrabile prodotto in Italia. Chi non è cliente può chiedere il Prestito BancoPosta Classico fino a 10.000 euro.
Quanto si può chiedere con un prestito BancoPosta?
Da 1.000 euro con il Mini Prestito, riservato ai titolari di Postepay Evolution, fino a 60.000 euro con le formule Maxi riservate ai correntisti. La richiesta online, aperta ai correntisti con internet banking, arriva a 30.000 euro. Importi e durate sono quelli indicati da Poste nella pagina dei prestiti a ottobre 2026.
Chi eroga i prestiti BancoPosta?
Non Poste Italiane: i Prestiti BancoPosta sono erogati da Compass Banca, Deutsche Bank, Findomestic Banca e Santander Consumer Bank, e collocati da Poste Italiane (Patrimonio BancoPosta) con un accordo distributivo non esclusivo. La concessione dipende dalla valutazione del finanziatore.
Come funziona il Prestito BancoPosta Consolidamento?
Riunisce più finanziamenti in corso in un’unica rata mensile fissa, da 24 a 96 rate. L’importo va da 3.000 a 50.000 euro e comprende una liquidità aggiuntiva minima di 3.000 o 5.000 euro a seconda del tipo di consolidamento. Conviene se il TAEG del nuovo prestito e il costo totale sono più bassi di quelli dei debiti che chiude.
Si può recedere da un prestito BancoPosta o estinguerlo prima?
Sì. Come per ogni credito ai consumatori si può recedere entro 14 giorni dalla firma senza motivazione, restituendo entro 30 giorni la somma ricevuta con gli interessi maturati. Il rimborso anticipato è sempre possibile, con una riduzione dei costi; l’eventuale indennizzo al finanziatore non supera l’1% della somma rimborsata (0,5% se manca meno di un anno alla scadenza).