IMU: quando è obbligatoria e quando non lo è?

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L’IMU, ossia l’Imposta Municipale Propria, è una tassa relativa alla proprietà di immobili e deve essere pagata tramite modello F24 in due rate annuali. La prima rata scade di solito il 16 giugno. Tuttavia, ci sono situazioni in cui tale imposta non è necessaria. Vediamo nel dettaglio quando è obbligatorio pagare l’IMU e cosa succede se il pagamento è in ritardo.

Cos’è l’IMU

L’IMU è stata istituita dal governo Monti con la manovra Salva-Italia del 2011 ed è entrata in vigore dal 1° gennaio 2012. Si tratta di una tassa a livello comunale che si applica alla proprietà di beni immobiliari. Originariamente, l’IMU si applicava anche sull’abitazione principale, ma le norme sono state modificate nel tempo. La più recente variazione è stata inclusa nella Legge di Bilancio 2020, che ha eliminato la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili Comunali) unendola all’IMU. Dal 2023, inoltre, è stata introdotta una nuova applicazione obbligatoria.

Quando l’IMU non è dovuta

Nonostante l’IMU sia generalmente dovuta, esistono alcune eccezioni:

  • Abitazione principale: se possiedi un solo immobile nel quale risiedi anagraficamente e dove hai la tua dimora abituale.
  • Terreni agricoli: sono esenti se non edificabili.
  • Fabbricati rurali strumentali: gli immobili rurali destinati all’attività agricola non sono soggetti all’IMU.

Quando l’IMU è dovuta

In altre situazioni, il pagamento dell’IMU è obbligatorio:

  • Seconde case: l’IMU è sempre dovuta su immobili posseduti oltre l’abitazione principale.
  • Aree fabbricabili: i terreni edificabili sono soggetti a tassazione.
  • Immobili diversi dall’abitazione principale: l’IMU si applica a tutte le proprietà non designate come abitazione principale, come case vacanza e immobili in ristrutturazione.
  • Aree comuni condominiali: l’IMU è dovuta sulle aree comuni dei condomini, come giardini o spazi giochi, ripartita in base ai millesimi.
  • Eredità: se si eredita un immobile, l’IMU è dovuta da tutti gli eredi in proporzione alla loro quota di proprietà, fatta eccezione per l’erede che vi risiede anagraficamente con la dimora abituale.

Come verificare se devi pagare l’IMU

Per controllare se devi pagare l’IMU, puoi consultare il tuo estratto conto IMU sul sito dell’Agenzia delle Entrate utilizzando SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi contattare direttamente il tuo Comune.

Scadenze per il pagamento

L’IMU deve essere pagata in due rate:

  • Prima rata (acconto): il 16 giugno.
  • Seconda rata (saldo): il 16 dicembre.

Se il giorno di scadenza cade di domenica, il pagamento può essere effettuato il giorno successivo.

Ritardo nei pagamenti

Cosa succede se si paga in ritardo? Il mancato versamento dell’IMU entro le date previste comporta sanzioni e interessi. In caso di ritardo, è possibile usufruire del ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni e gli interessi, preferibilmente entro 90 giorni dalla scadenza. In alternativa, si può aspettare la richiesta di pagamento da parte del Comune, ma anche in questo caso sono previste sanzioni e interessi, con la possibilità di pagare a rate.

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